Lavoratori tessili di Valdagno, travestiti per Halloween, hanno manifestato a Venezia contro il piano di trasferimento del magazzino logistico. La protesta mira a salvaguardare 83 posti di lavoro minacciati dalla chiusura della sede vicentina.
Protesta in maschera davanti a Valentino
Una ventina di operai tessili ha scelto un modo insolito per farsi sentire. Si sono presentati con maschere di Halloween davanti alla prestigiosa boutique di Valentino. L'evento si è svolto in campo San Moisè, una zona di grande richiamo turistico a Venezia. La scelta della location non è casuale. Si trova infatti lungo uno degli itinerari più frequentati dai visitatori, vicino alla celebre piazza San Marco. I manifestanti appartengono al comparto logistico di Valdagno, comune della provincia di Vicenza. La loro protesta è diretta contro una decisione aziendale che minaccia la loro occupazione.
L'azione di protesta è iniziata nella mattinata del 31 ottobre 2026. I lavoratori hanno voluto attirare l'attenzione sul loro dramma con un'iniziativa visivamente d'impatto. L'uso delle maschere a tema Halloween ha reso la loro presenza ancora più singolare. Hanno scelto di manifestare in un luogo simbolo del lusso e del made in Italy. Questo per sottolineare il contrasto tra la loro situazione di precarietà e l'immagine patinata del brand. La loro presenza ha suscitato curiosità tra i passanti e i turisti.
Il trasferimento del magazzino logistico
Il fulcro della protesta riguarda il previsto trasferimento delle attività logistiche. L'azienda ha pianificato di spostare il magazzino dalla sede di Valdagno a Trecate, in provincia di Novara. Questa operazione comporterebbe la soppressione di 83 posti di lavoro. L'organico attuale del magazzino di Valdagno è di 109 dipendenti. La prospettiva è quella di licenziamenti massicci, senza concrete possibilità di reintegro per la maggior parte dei lavoratori. La notizia ha creato profonda preoccupazione tra le famiglie coinvolte.
La motivazione ufficiale addotta dall'azienda riguarda esigenze tecnico-operative. Si cita la vetustà dell'impianto di Valdagno come causa principale. Tuttavia, i lavoratori nutrono forti sospetti. Ritengono che dietro questa decisione si nascondano strategie di riorganizzazione volte a una riduzione dei costi. La loro paura è che il trasferimento sia solo un pretesto per tagliare personale e aumentare i profitti. Questo sacrificherebbe il sostentamento di 83 famiglie vicentine. La protesta mira a impedire questo scenario.
Le ragioni della manifestazione
Un portavoce dei manifestanti ha spiegato le ragioni della loro presenza a Venezia. «Siamo qui, davanti alla boutique di Valentino in campo San Moisè, per denunciare questo piano di ristrutturazione aziendale», ha dichiarato. Ha aggiunto che azioni simili erano già state intraprese in precedenza. «Abbiamo fatto lo stesso venti giorni fa in via Montenapoleone a Milano. Continueremo a far sentire la nostra voce pur di salvare tutti i posti di lavoro», ha assicurato. La determinazione dei lavoratori è evidente.
I manifestanti si sono raccolti dietro uno striscione significativo. Su di esso campeggiava la scritta: «Le famiglie non sono pacchi da spostare, la logistica di Valentino deve restare a Valdagno». Lo striscione è stato dispiegato proprio davanti alla vetrina della boutique, attirando l'attenzione. Alcuni lavoratori indossavano maschere spaventose, in linea con il tema di Halloween. Altri tenevano in mano cartelli che illustravano i motivi della loro protesta. L'obiettivo è chiaro: sensibilizzare l'opinione pubblica e l'azienda.
Il contesto della protesta tessile
La provincia di Vicenza, e in particolare l'area di Valdagno, vanta una lunga tradizione nel settore tessile e dell'abbigliamento. Questa industria rappresenta un pilastro dell'economia locale, garantendo occupazione e sviluppo. Le aziende del settore, spesso legate a marchi di alta moda, sono conosciute per la qualità dei loro prodotti. Tuttavia, il settore affronta sfide continue legate alla globalizzazione e alla competizione internazionale. La ricerca di efficienza e la riduzione dei costi sono diventate prioritarie per molte realtà.
Le decisioni di riorganizzazione aziendale, come quella contestata dai lavoratori di Valdagno, non sono rare in questo comparto. Spesso implicano la delocalizzazione di produzioni o attività logistiche verso aree con costi inferiori. Questo genera inevitabilmente tensioni sociali e preoccupazioni per il futuro dei lavoratori. Le proteste come quella di Venezia evidenziano la difficoltà di bilanciare le esigenze economiche delle imprese con la tutela dei diritti e del benessere dei dipendenti. La questione dei posti di lavoro nel settore tessile rimane un tema caldo.
L'impatto della protesta
La scelta di manifestare a Venezia, e in particolare davanti a un punto vendita di un marchio di fama mondiale come Valentino, mira a massimizzare la visibilità. La città lagunare, con il suo flusso costante di turisti internazionali, offre una platea potenzialmente vasta. La protesta, seppur pacifica, attira l'attenzione dei media locali e nazionali. Questo aumenta la pressione sull'azienda affinché riconsideri la sua decisione. La speranza dei lavoratori è che l'eco della loro protesta possa portare a un tavolo di trattativa più favorevole.
La manifestazione di Venezia si inserisce in un più ampio dibattito sulla responsabilità sociale delle imprese. Le aziende di alta moda, oltre a produrre beni di lusso, hanno un impatto significativo sull'occupazione e sull'economia dei territori in cui operano. La protesta dei lavoratori di Valdagno solleva interrogativi su come conciliare la competitività globale con la sostenibilità sociale. Il loro gesto, unito alle precedenti manifestazioni a Milano, dimostra la loro determinazione a lottare per i propri diritti e per il futuro delle loro famiglie.