Cronaca

Licenziati via WhatsApp: amara sorpresa dopo 25 anni

17 marzo 2026, 04:21 2 min di lettura
Licenziati via WhatsApp: amara sorpresa dopo 25 anni Immagine da Wikimedia Commons Travagliato
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Chiusura improvvisa a Travagliato

Un brusco epilogo ha segnato la fine del rapporto di lavoro per sette dipendenti della Vetreria Maccarinelli di Travagliato. Dopo anni di dedizione, alcuni dei quali arrivavano a 25 anni di servizio, i lavoratori si sono visti recapitare la notizia della cessazione dell'attività tramite un messaggio su WhatsApp. L'annuncio è arrivato mercoledì 11 marzo, cogliendo tutti di sorpresa.

La comunicazione, inizialmente apparsa come un avviso di ferie da parte della titolare, si è trasformata in una lettera di licenziamento con effetto immediato. Pochi minuti dopo il primo messaggio, la stessa comunicazione è stata inviata via email e, il giorno seguente, tramite raccomandata. Questa modalità ha suscitato profonda indignazione tra i dipendenti e le organizzazioni sindacali.

Modalità di licenziamento inaccettabili

Andrea Cassago, rappresentante della Uiltec Brescia, ha definito la procedura «gravissima e inaccettabile». Ha sottolineato come sia inaudito comunicare una notizia così drastica, che impatta sulla vita di persone e famiglie, attraverso un mezzo informale come WhatsApp. Soprattutto considerando che non vi erano stati segnali premonitori di una simile decisione.

Secondo quanto riferito dal sindacato, in incontri precedenti l'azienda aveva manifestato l'intenzione di procedere a un ricambio generazionale, con il coinvolgimento del figlio della titolare. Alcuni dipendenti avevano persino ottenuto permessi per il mese di maggio, rafforzando l'idea di una continuità lavorativa.

Le ragioni dei lavoratori e le spettanze

I dipendenti non contestano la decisione di chiudere l'attività, ma esprimono profondo rammarico per le modalità con cui è stata comunicata. «Bastava saperlo prima», hanno dichiarato, evidenziando le difficoltà che comporta una chiusura improvvisa, specialmente per chi ha figli e mutui da sostenere. La loro preoccupazione principale riguarda la mancanza di un preavviso adeguato.

A complicare ulteriormente la situazione, manca ancora l'accredito dello stipendio di febbraio, previsto per il 12 marzo. La titolare avrebbe informato i dipendenti della possibilità di rateizzare le spettanze dell'ultimo mese. Un'ulteriore fonte di stress per i lavoratori, che si trovano ad affrontare una chiusura aziendale inaspettata e difficoltà economiche immediate.

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