Una famiglia nomade italiana residente nel Bresciano è stata colpita da un sequestro milionario. Le accuse riguardano numerose truffe nel settore della vendita di auto, con chilometraggi alterati e documenti falsi.
Famiglia nomade indagata per truffe auto
Un'intera famiglia di origine nomade italiana, stabilita nel territorio del Bresciano, si trova al centro di un'indagine. Nove membri del nucleo familiare sono sospettati di aver vissuto a partire dal 2014 grazie ai proventi di attività illegali. Molti di loro avevano già precedenti con le forze dell'ordine.
Le indagini, condotte in stretta collaborazione tra la Guardia di Finanza di Brescia e la Polizia di Stato, sono state coordinate dalla Procura locale. Le autorità ritengono che il gruppo abbia perpetrato diverse truffe nel commercio di autovetture. L'uso di carte di circolazione contraffatte e la manomissione dei chilometri percorsi dai veicoli sarebbero state pratiche sistematiche.
Una donna di 60 anni è stata recentemente trasferita nel carcere di Verziano. Dovrà scontare quattro anni di reclusione a seguito di condanne definitive, principalmente per reati di natura finanziaria. L'organizzazione avrebbe operato attraverso la creazione di sette ditte individuali. Tutte queste società erano attive nel settore della compravendita di veicoli.
Le imprese risultano inoltre inadempienti nei confronti del fisco. Non sarebbero state presentate dichiarazioni fiscali per diversi anni, dal 2014 al 2020, e successivamente anche per il 2022. Questo dettaglio rafforza i sospetti di un'attività illecita su larga scala.
Metodi delle truffe e sequestro beni
Gli investigatori hanno ricostruito il modus operandi del gruppo. Le vetture venivano acquistate da società di leasing. Si trattava spesso di veicoli di recente immatricolazione ma con un elevato chilometraggio. Questo dato veniva poi significativamente ridotto prima della prima revisione obbligatoria.
La decisione di procedere al sequestro è scaturita dalla palese discrepanza tra i redditi dichiarati dai nove indagati e il valore dei beni accumulati. Uno degli indagati, in particolare, non aveva mai presentato alcuna dichiarazione fiscale. Il valore dei beni sequestrati è stato ritenuto di probabile provenienza illecita.
I membri della famiglia hanno dimostrato un notevole apprezzamento per il lusso. Possedevano case di pregio, gioielli e orologi costosi. Beni che, in teoria, non avrebbero potuto permettersi con i redditi dichiarati. Alcuni di questi oggetti di valore venivano anche ostentati pubblicamente.
Gli accertamenti economico-patrimoniali hanno permesso di identificare una serie di beni di proprietà o comunque nella disponibilità degli indagati. A Brescia è stata sequestrata un'area edificabile con un immobile non ancora registrato al Catasto, utilizzato come residenza. Trovato anche un appezzamento di terreno.
Ulteriori beni sono stati individuati a Travagliato, dove è stato sequestrato un immobile con parti comuni. Infine, sono stati confiscati ben 31 autoveicoli. Il valore totale dei beni sequestrati ammonta a 927.351 euro. Le indagini proseguono per accertare l'intera portata delle attività illecite.
Domande frequenti sulle truffe auto
Quali sono i segnali di una truffa nella vendita di auto?
Bisogna prestare attenzione a prezzi eccessivamente bassi, richieste di pagamenti anticipati non giustificati, documenti del veicolo poco chiari o mancanti, e venditori che evitano incontri di persona o ispezioni del veicolo. Controllare sempre la storia del veicolo e diffidare di offerte troppo vantaggiose.
Come si può evitare di cadere vittima di truffe automobilistiche?
Effettuare sempre un controllo approfondito del veicolo, preferibilmente con un meccanico di fiducia. Verificare l'autenticità dei documenti di vendita e del libretto di circolazione. Utilizzare metodi di pagamento tracciabili e sicuri, evitando contanti o trasferimenti non verificabili. Acquistare solo da venditori o concessionari affidabili e con una buona reputazione.
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