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Un giovane di Erice è stato riammesso in servizio nella Polizia di Stato. Il Consiglio di Stato ha confermato la sua idoneità, respingendo il ricorso del Ministero dell'Interno. La vicenda si conclude dopo due anni di contenzioso legale.

Contenzioso durato due anni per idoneità fisica

Un giovane originario di Erice, identificato come P.A., è stato escluso da un concorso per Allievo Agente di Polizia. La motivazione iniziale riguardava un presunto “deficit della forza muscolare”. Questo esito ha dato il via a un lungo iter legale durato circa due anni. La decisione finale è arrivata dal Consiglio di Stato.

La vicenda è stata documentata dallo studio legale che ha seguito il caso. La nota legale ha ripercorso tutte le fasi del contenzioso. La battaglia legale ha finalmente raggiunto una conclusione favorevole al giovane aspirante poliziotto.

Accertamenti medici e ricorso al TAR Lazio

Dopo aver ricevuto la notifica di non idoneità, il giovane si è sottoposto a nuovi accertamenti. Questi sono stati effettuati presso l'Ospedale S. Antonio Abate di Trapani. L'handgrip test ha rivelato che la forza muscolare rientrava nei parametri richiesti dal bando. I legali Girolamo Rubino e Daniele Piazza hanno presentato ricorso al TAR del Lazio.

Il TAR ha disposto una verificazione tecnica. L'incarico è stato affidato alla Commissione sanitaria d'appello dell'Aeronautica Militare. Questa commissione ha confermato l'assenza del deficit di forza. La valutazione iniziale del concorso è stata quindi messa in discussione.

Sentenza TAR e appello del Ministero dell’Interno

Nel luglio 2024, il TAR del Lazio ha ammesso il ricorrente alle fasi successive del concorso. L'ammissione è avvenuta con riserva. Successivamente, nel novembre 2024, il TAR ha accolto il ricorso. La sentenza ha annullato il provvedimento di non idoneità. Il Ministero dell'Interno, tuttavia, ha presentato appello al Consiglio di Stato. Il Ministero sosteneva che gli accertamenti dovessero avvenire solo in sede concorsuale.

Il Ministero ha chiesto la riforma della sentenza di primo grado. Ha anche richiesto la sospensione dell'efficacia della decisione del TAR. La disputa legale ha quindi proseguito il suo corso.

Decisione finale del Consiglio di Stato

Il giovane P.A. si è costituito nel giudizio d'appello. I suoi legali, Rubino e Piazza, hanno ribadito la correttezza della sentenza del TAR. Hanno anche sottolineato l'assenza di pregiudizi per il Ministero. Il Consiglio di Stato ha respinto l'istanza cautelare del Ministero. Ciò ha comportato l'ammissione con riserva del giovane al corso di formazione. La decisione ha aperto la strada al suo ingresso nella Polizia di Stato.

Con la sentenza del 21 aprile scorso, il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto l'appello del Ministero. I giudici hanno affermato che la misurazione della forza muscolare è un accertamento tecnico. Non è una valutazione opinabile. La tutela giurisdizionale deve essere piena ed effettiva. Se un candidato presenta prove serie sull'inattendibilità di un esame medico, il giudice deve approfondire. Questa sentenza ha permesso al giovane di continuare il suo servizio nella Polizia di Stato a pieno titolo.

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