Un autotrasportatore ha perso la vita sull'autostrada A1. UNATRAS esprime vicinanza alla famiglia e critica le modalità del fermo che ha portato alla tragedia.
Tragedia sull'A1, l'autotrasportatore è morto
L'organismo UNATRAS, che rappresenta la maggioranza delle imprese di autotrasporto italiane, ha manifestato il suo più sentito cordoglio. La famiglia dell'autotrasportatore deceduto sull'autostrada A1, nella zona di Caserta, ha ricevuto la vicinanza di tutta la categoria. L'incidente è avvenuto durante un'azione di protesta.
Un collega è tragicamente scomparso. La categoria intera si stringe nel dolore. La vicinanza va alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli volevano bene.
Critiche alle modalità del fermo
I fatti accaduti richiedono una netta distinzione. Il blocco che ha causato questa terribile perdita non è stato indetto da UNATRAS. L'iniziativa è stata presa da un'associazione esterna, agendo in modo autonomo. Questa sigla ha ignorato l'invito della Commissione di Garanzia sugli scioperi.
La Commissione aveva chiesto di revocare il fermo. Le motivazioni riguardavano la violazione del preavviso minimo. Era stato ignorato anche il divieto di concentrare più scioperi nello stesso settore. La normativa di riferimento è la Legge 146/1990.
Quell'associazione era consapevole dell'impossibilità di procedere. La proclamazione del fermo è avvenuta solo 20 giorni dopo la comunicazione alla Commissione. La legge prevede un preavviso di 25 giorni. Questa è una violazione deliberata, non un semplice errore.
UNATRAS chiede sanzioni e rispetto delle regole
Questo comportamento ha esposto i lavoratori a rischi significativi. La normativa vigente esiste proprio per prevenire tali pericoli. UNATRAS considera tale condotta inaccettabile. Per queste ragioni, UNATRAS non parteciperà a incontri istituzionali.
L'associazione non si siederà allo stesso tavolo. Lo fa con chi non rispetta le regole fondamentali del confronto. UNATRAS chiede alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti di applicare le sanzioni previste. La Legge 146/1990 stabilisce le conseguenze.
UNATRAS ha agito con rigore e responsabilità. Il preavviso di 25 giorni è stato comunicato alla Commissione. Sono stati garantiti i servizi minimi essenziali. Le modalità operative sono state conformi al Codice di autoregolamentazione. Questo vale per i servizi pubblici essenziali.
Fermo nazionale confermato e richieste al Governo
Il fermo nazionale indetto da UNATRAS è confermato. Inizierà alle 00:01 del 25 maggio. Terminerà alle 24:00 del 29 maggio 2026. Ci rivolgiamo al Governo con chiarezza. Il tempo delle risposte interlocutorie è ormai terminato.
La categoria chiede da mesi misure concrete. Queste servono a compensare l'aumento insostenibile del costo del carburante. Auspichiamo che il Governo riconosca il ruolo fondamentale dell'autotrasporto. È vitale per l'economia nazionale. Chiediamo un confronto serio. Un confronto con chi le regole le rispetta.
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