Nuovo depuratore sul Garda: un'opera imponente
Un imponente progetto per la depurazione delle acque del Lago di Garda è in fase avanzata. L'opera, che sorgerà a Lonato su un'area di quasi 40 ettari, rappresenta un investimento complessivo di circa 258 milioni di euro. Questo piano sostituisce la precedente ipotesi di due impianti distinti a Gavardo e Montichiari.
L'obiettivo è migliorare significativamente la qualità delle acque del lago, servendo la maggior parte dei comuni della sponda bresciana. Solo Desenzano e Sirmione continueranno a conferire i propri reflui all'impianto di Peschiera del Garda.
Dettagli tecnici e cronoprogramma dei lavori
Il progetto definitivo prevede la realizzazione di oltre 60 chilometri di collettamento fognario, con una nuova e innovativa condotta sublacuale. Questa condotta, lunga quasi 10 km, attraverserà il lago da Toscolano a Salò a una profondità di 140 metri, evitando così scavi invasivi lungo la Gardesana.
Saranno inoltre costruite 5 nuove stazioni di pompaggio. La durata prevista dei cantieri è di dieci anni, con la prima fase dei lavori che dovrebbe iniziare nel 2027. La conclusione dell'intera infrastruttura è stimata per il 2036.
Fasi di realizzazione e costi
L'opera sarà suddivisa in quattro lotti funzionali. La prima fase, dal 2027 al 2030, vedrà la realizzazione del collettamento Toscolano-Lonato e la costruzione di una prima sezione del depuratore per 100.000 abitanti equivalenti entro fine 2029. Successivamente, si procederà al completamento del depuratore, all'esecuzione del collettore Desenzano-Sirmione e infine dei collettori Tignale-Toscolano e San Felice-Salò-Maguzzano.
I costi del progetto sono lievitati rispetto alle stime iniziali, passando da 200 a oltre 258 milioni di euro. Questo aumento è dovuto sia all'incremento dei prezzi delle materie prime sia a modifiche progettuali necessarie, come la condotta a lago e l'utilizzo del microtunneling per alcuni tratti.
Valorizzazione delle acque depurate
Un aspetto innovativo del progetto è la valorizzazione delle acque depurate. A Esenta di Lonato, dove sorgerà l'impianto principale, è prevista la realizzazione di un collettore di riuso lungo 3,4 chilometri. Questo condotto permetterà di alimentare il reticolo irriguo gestito dal Consorzio di bonifica del Chiese, promuovendo il riutilizzo delle acque in agricoltura.
Il governo ha già stanziato 90 milioni di euro per la sponda bresciana del Garda, con la promessa di reperire ulteriori 45 milioni per coprire i costi dell'opera.
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