Studenti dell'istituto Gallini di Voghera hanno conquistato il titolo di "Classe più felice d'Italia" per due anni di fila grazie a progetti di volontariato. Hanno portato gioia in case di riposo, asili e centri di assistenza, scoprendo che aiutare gli altri rende felici anche se stessi.
La felicità si impara con il volontariato
La vera felicità risiede nella condivisione e nell'aiuto reciproco. Questo è il messaggio emerso dai ragazzi dell'istituto agrario Gallini di Voghera. Hanno vinto per due anni consecutivi il concorso "Classe più felice d'Italia". L'iniziativa è promossa dalla Fondazione della Felicità. I giovani hanno dimostrato che la gioia si moltiplica quando viene donata agli altri.
Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato a due classi dell'istituto. Hanno partecipato attivamente durante l'anno scolastico 2023-2024 e quello successivo. Per ottenere il titolo, gli studenti hanno dedicato molti pomeriggi al volontariato. Hanno prestato servizio in diverse strutture sul territorio.
Esperienze formative tra anziani e bambini
Le attività di volontariato hanno coinvolto luoghi significativi. Gli studenti hanno visitato case di riposo come la residenza “San Fortunato” a Casei e “Villa Silvana” a Salice Terme. Hanno portato conforto agli anziani. Hanno anche prestato servizio presso asili che accolgono bambini con disabilità, come “Il mondo dei bambini” a Voghera. Lì hanno offerto momenti di svago e partecipazione.
Un'altra importante esperienza si è svolta al piccolo cottolengo “Don Orione” di Tortona. Qui hanno interagito con bambini che necessitano di cure speciali. La Caritas di Voghera ha anch'essa beneficiato del loro impegno. Gli studenti hanno svolto svariate attività con un unico scopo: portare un sorriso a chi ne aveva più bisogno.
Dal concorso a un'abitudine spontanea
Inizialmente, la partecipazione al concorso era lo stimolo principale. La vittoria ha portato premi come un computer per ogni studente. Hanno anche preso parte a eventi motivazionali. Tuttavia, l'esperienza si è trasformata in qualcosa di più profondo. Il volontariato è diventato un'abitudine spontanea e occasionale.
I professori Simona Lugano e Matteo Basora, ideatori del progetto, raccontano come l'iniziativa sia cresciuta. «Ci chiediamo a vicenda se sia il momento di portare un pensiero ai più anziani», spiegano. Organizzano poi tutto tramite un gruppo WhatsApp. Le strutture stesse li invitano per nuovi “pomeriggi felici”. Si è creata una vera e propria rete di solidarietà.
Il valore del sorriso altrui
Gli studenti stessi spiegano il significato profondo di questa esperienza. Alex Lima, della classe 2ªBCH, afferma: «Quando vedi qualcuno sorridere, quel sorriso lo fai tuo». La teoria che aiutare gli altri renda felici è stata confermata dai fatti. La spontaneità con cui hanno continuato queste attività, al di fuori dell'orario scolastico, ne è la prova.
«Non stavamo pensando di saltare l'ora di chimica», aggiunge Alex. «Siamo andati dove le persone avevano bisogno di noi». La voglia di vedere l'impatto della loro presenza era forte. Hanno ricevuto molto più di quanto hanno dato. L'esperienza ha portato crescita personale e consapevolezza.
Crescita emotiva e proposte per la scuola
Le emozioni provate sono state intense e diverse, a seconda del contesto. I ragazzi sottolineano l'importanza di imparare a gestire le proprie emozioni. Queste esperienze li hanno aiutati a sviluppare una maggiore sensibilità. Suggeriscono di inserire attività simili nei programmi scolastici. Credono che ciò possa formare persone più complete e consapevoli.
Alessandro Dallocchio racconta delle attività negli asili. «È stato bellissimo vedere i bimbi con disabilità che ci ascoltavano, ci seguivano». Hanno regalato loro ore di serenità. Un'esperienza impagabile che ha toccato il cuore di tutti.
Donare gioia e ricevere gratitudine
Al piccolo cottolengo, l'impatto è stato ancora più forte. Giorgia D’Ambrogio e Beatrice Vicini descrivono la preparazione psicologica necessaria. Hanno incontrato bambini con gravissimi problemi di salute. Nonostante le difficoltà, questi bambini mostravano una straordinaria volontà di comunicare. Gabriele Orbelli aggiunge: «Siamo usciti più consapevoli della fortuna che abbiamo». Spesso diamo per scontate cose che per altri sono inimmaginabili.
Riccardo Calin condivide l'esperienza alla Caritas. Ha visto mamme arrivare con i bambini in abiti leggeri per ritirare pacchi alimentari. Una realtà difficile da immaginare se non la si vive. Si rende conto che ciò che per lui è normale, per altri è un tesoro prezioso.
Un abbraccio che scalda il cuore
Con gli anziani, le attività sono state più incentrate sul contatto umano. Vanessa Schroter e Alex Lima raccontano di aver cantato, ballato, ma soprattutto abbracciato e coccolato. Il contatto fisico era il loro modo più immediato di ringraziare. Gli occhi lucidi e la commozione testimoniavano la sincerità di quel ringraziamento.
Martino Battaglia conclude affermando la maturazione di tutto il gruppo. «Siamo maturati tutti», dice. L'esperienza li ha resi più empatici e consapevoli. Sapere di aver fatto del bene li ha resi, effettivamente, più felici. Un sentimento che va oltre ogni aspettativa.
Domande frequenti sul volontariato giovanile:
Quali sono i benefici del volontariato per gli studenti?
Il volontariato offre agli studenti benefici significativi, tra cui lo sviluppo dell'empatia, della responsabilità sociale e delle capacità relazionali. Permette di acquisire nuove competenze, di comprendere meglio le realtà sociali diverse dalla propria e di sviluppare un senso di gratitudine per ciò che si ha. Inoltre, come dimostrato dagli studenti del Gallini, può portare a una maggiore felicità personale derivante dall'aiuto reciproco.
Come possono le scuole promuovere maggiormente il volontariato tra gli studenti?
Le scuole possono promuovere il volontariato integrando attività di servizio civile nei programmi scolastici, organizzando giornate dedicate al volontariato, creando partnership con associazioni locali e incoraggiando la creazione di gruppi studenteschi dedicati. È fondamentale che la scuola riconosca e valorizzi queste esperienze, magari attraverso crediti formativi o progetti specifici, come suggerito dagli stessi studenti.
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