I Carabinieri di Taranto hanno arrestato 9 persone ai domiciliari e una con obbligo di presentazione per corruzione, turbativa d'asta e autoriciclaggio. L'operazione "Oracle" svela un presunto sistema illecito nella gestione degli appalti pubblici a Torricella.
Corruzione e turbativa d'asta a Torricella
Nella notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto hanno concluso l'operazione denominata "Oracle". È stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Taranto su richiesta della Procura della Repubblica.
Il provvedimento ha colpito 10 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di gravi reati. Tra questi figurano corruzione, turbativa d'asta e autoriciclaggio. L'indagine ha svelato un presunto sistema illecito radicato nell'amministrazione comunale.
Arresti domiciliari per ex vicesindaco e imprenditori
La misura più restrittiva, gli arresti domiciliari, è stata applicata nei confronti di 9 indagati. Per un decimo soggetto è stato disposto l'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Tra i destinatari delle misure figurano figure chiave.
Vi è l'ex Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Torricella, che nel frattempo si è dimesso. Presente anche un ingegnere che forniva supporto tecnico al Responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.). Non mancano imprenditori attivi nel settore dei lavori pubblici.
Indagini avviate dopo gli incendi
L'operazione "Oracle" è il risultato di un'indagine complessa iniziata nell'aprile 2024. Tutto ebbe inizio a seguito di una serie di incendi dolosi ai danni di autovetture appartenenti a consiglieri comunali di Torricella.
Le indagini sono state condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Manduria. Il tutto si è svolto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Taranto. Sono state utilizzate attività tecniche avanzate.
Intercettazioni e riscontri sul territorio
Le investigazioni si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali. Sono stati inoltre effettuati mirati servizi di riscontro sul territorio. Questo ha permesso di raccogliere un solido quadro indiziario.
L'attività investigativa ha fatto emergere un presunto sistema corruttivo. Questo sistema sarebbe stato stabilmente presente all'interno dell'amministrazione comunale di Torricella.
Appalti pubblici pilotati
Nell'ambito delle procedure di affidamento di lavori pubblici, le regole di evidenza pubblica sarebbero state sistematicamente eluse. I principi di trasparenza e concorrenza sarebbero stati violati.
Le imprese destinate all'aggiudicazione sarebbero state individuate in anticipo. Le offerte di copertura sarebbero state predisposte ad arte. La gestione delle procedure avrebbe favorito specifici operatori economici.
La competizione tra le imprese coinvolte sarebbe stata solo formale. Questo avrebbe garantito l'esito desiderato dagli indagati.
Somme di denaro in contanti come contropartita
Gli imprenditori che avrebbero beneficiato degli appalti avrebbero corrisposto somme di denaro in contanti all'allora Vicesindaco. Questo sarebbe avvenuto quale contropartita per l'aggiudicazione delle commesse.
Le consegne dirette di denaro sono state documentate nel corso delle attività investigative. Questo ha fornito prove concrete dell'illecito.
Sequestro di 18.000 euro
A riscontro di tali condotte, il 26 marzo scorso, i militari hanno rinvenuto una somma considerevole. In occasione della notifica degli inviti a rendere interrogatorio, sono stati sequestrati 18.000 euro in contanti.
Il denaro era nella disponibilità dell'ex amministratore, parte in macchina e parte nella sua abitazione. La somma è ritenuta presunto provento dell'attività illecita. Il sequestro è stato eseguito su Decreto del GIP.
Autoriciclaggio e reimpiego di denaro
Le somme illecitamente percepite sarebbero state, in alcuni casi, reimpiegate. Questo sarebbe avvenuto attraverso operazioni economiche volte a ostacolarne la tracciabilità. Tali azioni avrebbero rafforzato il circuito illecito.
L'obiettivo era rendere difficile il recupero dei fondi e nascondere la loro origine. Questo aspetto configura il reato di autoriciclaggio.
Appalti per milioni di euro coinvolti
L'indagine ha riguardato diversi interventi pubblici. Il valore complessivo stimato ammonta a circa 4,3 milioni di euro. I finanziamenti provenivano da diverse fonti.
Tra questi figurano fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questi erano destinati a lavori di manutenzione straordinaria per il contenimento del dissesto idrogeologico della litoranea salentina a Torre Ovo.
Inclusi anche fondi di coesione per la riqualificazione del waterfront. Nonché finanziamenti legati ai Giochi del Mediterraneo "Taranto 2026". Questi ultimi riguardavano lavori sul Palazzetto dello Sport "M° Fernando Albano".
Ulteriori accertamenti hanno riguardato interventi di manutenzione e segnaletica stradale. Anche questi finanziati con risorse pubbliche.
Un sistema consolidato di illeciti
Il quadro emerso descrive un sistema consolidato di gestione illecita degli appalti pubblici. Si evidenzia una stabile commistione tra funzione pubblica e interessi privati.
L'esercizio dei poteri amministrativi sarebbe stato piegato al perseguimento di finalità illecite. Questo ha causato un pregiudizio per la pubblica amministrazione e la libera concorrenza.
Contrasto alla corruzione, anche con fondi europei
L'operazione odierna rappresenta un risultato significativo. L'azione di contrasto ai fenomeni corruttivi nella pubblica amministrazione è fondamentale. Particolare attenzione è rivolta alle condotte che incidono sulla gestione di risorse pubbliche.
Questo include anche fondi di provenienza europea destinati allo sviluppo del territorio. La lotta alla corruzione è una priorità per garantire la legalità.
Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, vige il principio di presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a sentenza definitiva.
Questa notizia riguarda anche: