Un cacciatore vicentino non potrà più detenere armi. Il Tar ha respinto il suo ricorso dopo che aveva accidentalmente ferito un ragazzino sparando a una lepre.
Cacciatore vicentino perde il porto d'armi
Un cacciatore della provincia di Vicenza ha perso definitivamente il diritto di possedere armi. La decisione è stata presa dal Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Veneto. I giudici hanno confermato il provvedimento prefettizio che gli vieta la detenzione di armi e munizioni.
Questo divieto è una conseguenza diretta di un incidente avvenuto alcuni anni fa. Il cacciatore aveva sparato a una lepre ma ha colpito un giovane. L'episodio ha portato al ritiro cautelare delle sue armi da parte dei carabinieri.
L'uomo si era rivolto al Tar per annullare il decreto del prefetto. La sua difesa sosteneva che la sua esperienza con le armi fosse consolidata. Inoltre, sottolineava il tempo trascorso dall'incidente.
L'incidente e il ritiro delle armi
L'episodio risale a circa tre anni fa. Stava cacciando in una zona rurale di Grisignano di Zocco. Il cacciatore, regolarmente autorizzato, aveva preso la mira verso una lepre. Purtroppo, il colpo sparato ha raggiunto un ragazzino di passaggio.
Il giovane stava passeggiando con un amico in una campagna vicina. Il proiettile lo ha colpito al volto. Fortunatamente, il ferimento non è stato grave. Il ragazzino è stato portato in ospedale a Vicenza.
Gli è stato estratto un pallino tra il labbro superiore e il naso. La guarigione è avvenuta in pochi giorni. Tuttavia, l'esperienza ha lasciato un forte spavento al giovane e alla sua famiglia.
I carabinieri di Torri di Quartesolo sono intervenuti prontamente. Hanno identificato il responsabile dell'incidente. Hanno proceduto al ritiro immediato di tutte le armi legalmente detenute dal cacciatore. È stata avviata un'indagine per lesioni colpose.
Il percorso legale e la sentenza del Tar
Successivamente, il cacciatore ha risarcito la famiglia del ragazzino. Il giudice ha archiviato l'inchiesta penale. Questo grazie alla remissione di querela da parte della parte offesa.
Nonostante ciò, il provvedimento prefettizio di divieto di detenzione armi è rimasto in vigore. Il cacciatore ha presentato ricorso al Tar del Veneto. Ha argomentato sulla sua lunga esperienza venatoria e sul tempo trascorso dall'incidente.
Il Tar, tuttavia, ha confermato la decisione prefettizia. La motivazione si basa su precedenti giudiziari a carico del cacciatore. Dagli atti è emerso che in passato era stato condannato per omicidio colposo. Questa condanna passata ha pesato sulla valutazione della sua affidabilità.
I giudici hanno sottolineato che la detenzione di armi richiede una sicurezza assoluta. La sentenza, emessa dalla prima sezione presieduta da Pasanisi, afferma che non si possono riconoscere i requisiti per il porto d'armi a chi non dia garanzie di un uso corretto e sicuro. Il fatto che le armi siano state ritirate subito dopo l'incidente rafforza la decisione. Il tempo trascorso non ha modificato la valutazione del rischio.
Pertanto, il cacciatore vicentino non possiede più i requisiti necessari. La sua affidabilità nella gestione delle armi è stata messa in dubbio. La decisione mira a tutelare l'incolumità pubblica e privata.
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