Divieto di pesca nel centro di Torri del Benaco
Il sindaco di Torri del Benaco, Stefano Nicotra, ha emesso un'ordinanza per vietare la pratica della pesca con la lenza nelle aree centrali del lungolago. Il provvedimento, scaturito da ragioni di pubblica sicurezza, mira a prevenire situazioni di pericolo e intralcio per i numerosi turisti e residenti che frequentano la zona, specialmente durante la stagione turistica.
L'ordinanza, la numero 96 del 17 marzo, sottolinea come il litorale comunale, le passeggiate a lago e le zone adiacenti ai servizi di navigazione siano luoghi di elevata frequentazione. L'attività di pesca, con l'uso di canne, ami e lenze, può infatti creare rischi per l'incolumità pubblica e ostacolare la normale fruizione degli spazi da parte della cittadinanza.
Incidenti passati e motivazioni dell'ordinanza
Negli anni precedenti, si sono verificati episodi spiacevoli in cui passanti sono stati accidentalmente colpiti da ami da pesca mentre passeggiavano. In alcuni casi, le ferite riportate hanno richiesto cure mediche, evidenziando la necessità di un intervento normativo. Il sindaco Nicotra ha evidenziato come la movimentazione di attrezzature da pesca possa interferire con il transito pedonale e l'accesso alle aree pubbliche.
La decisione nasce anche da numerose lamentele ricevute riguardo a pescatori che occupavano il lungolago e le aree di sosta con sedie e attrezzature, talvolta creando disagio a chi prendeva il sole o faceva il bagno. Il divieto, dunque, non vuole penalizzare i pescatori, ma garantire la sicurezza di tutti, specialmente nei centri storici di Torri e Pai.
Area interessata dal divieto e sanzioni
Il divieto di pesca si estende dal tratto che va dall'imbarco dei traghetti in viale Marconi fino alla località Baia Stanca. Al di fuori di queste aree centrali, la pesca rimane libera lungo il restante litorale del comune. L'ordinanza vieta inoltre l'installazione, l'appoggio o il deposito di strumenti e attrezzature da pesca che possano occupare spazi pubblici o creare intralcio.
Chi non rispetterà le nuove disposizioni sarà soggetto a sanzioni amministrative pecuniarie, con multe che possono variare da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro. L'obiettivo è conciliare le diverse esigenze di fruizione del territorio, mettendo la sicurezza dei cittadini al primo posto.