Un imponente intervento di manutenzione straordinaria dell'Acquedotto Giardino causerà una sospensione idrica di 24-48 ore in 22 comuni, con conseguente chiusura delle scuole per due giorni. L'operazione coinvolgerà 275.000 cittadini.
Manutenzione straordinaria acquedotto Giardino
A partire dalle 6 di lunedì 13 aprile, la sorgente Giardino e i pozzi di Bussi saranno temporaneamente disattivati. Questa interruzione è necessaria per consentire lavori di manutenzione urgenti sull'Acquedotto Giardino. L'operazione prevede l'apertura di 12 cantieri contemporaneamente. L'obiettivo è completare gli interventi entro le 18 dello stesso giorno. Tuttavia, il ripristino completo della normalità richiederà circa un'ulteriore giornata. La durata totale della sospensione idrica è stimata tra le 24 e le 48 ore.
L'Azienda Consortile Acquedotti (Aca) ha definito l'intervento un'«emergenza programmata, seria e rilevante». L'obiettivo è coronare un lavoro di ristrutturazione iniziato negli anni precedenti. Nonostante i disagi inevitabili, si prevedono misure preventive per limitarli. La presidente Aca, Giovanna Brandelli, ha sottolineato che il «costo» per la popolazione sarà «altamente ripagato» in termini di miglioramento del servizio idrico. La comunicazione ufficiale è avvenuta in prefettura a Pescara.
Scuole chiuse e supporto ai cittadini
A causa della prolungata interruzione idrica, le scuole nei 22 comuni interessati rimarranno chiuse per due giorni. Questa decisione è stata suggerita ai sindaci per evitare un ulteriore aggravio sulla gestione delle risorse idriche. Le singole ordinanze comunali formalizzeranno la chiusura. La potabilità dell'acqua sarà certificata dall'Azienda Sanitaria Locale (Asl) entro 24 ore dal ripristino del servizio. Fino ad allora, si raccomanda di non consumare l'acqua distribuita.
Per garantire la continuità dei servizi essenziali, sono state predisposte autobotti per le strutture sanitarie. Ospedali, guardie mediche, postazioni del 118, Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa) e hospice riceveranno forniture d'acqua. Il presidente della Provincia di Pescara, Giorgio De Luca, anche sindaco di Manoppello, ha richiesto un'attenzione particolare per le famiglie bisognose. Ha suggerito il coinvolgimento dei vigili del fuoco per un supporto aggiuntivo con autobotti.
Per gestire l'emergenza, l'Aca ha potenziato il proprio call center. Ai cittadini è stato chiesto di prestare attenzione alla gestione delle proprie riserve idriche, incluse le autoclavi. I Comuni sono stati invitati a effettuare controlli sulle autoclavi pubbliche. Per mitigare i disagi, Aca ha richiesto il supporto di altri gestori idrici regionali, tra cui Ruzzo Reti, Sasi e Acque del Gran Sasso.
I 22 comuni interessati dall'interruzione
L'interruzione idrica coinvolgerà un totale di 275.000 cittadini, principalmente nella provincia di Pescara, ma anche nelle province di Chieti e Teramo. Dieci comuni subiranno una chiusura totale della fornitura, mentre dodici avranno una chiusura parziale. I dettagli specifici saranno comunicati a breve.
Nel Pescarese, oltre ai capoluoghi Pescara e Montesilvano, l'acqua verrà interrotta nei comuni di Alanno, Bolognano, Bussi sul Tirino, Casalincontrada, Castiglione a Casauria, Cepagatti, Città Sant'Angelo, Manoppello, Pianella, Rosciano, Scafa, Spoltore, Torre de' Passeri, Tocco da Casauria e Turrivalignani. Nel Teramano, la sospensione riguarderà Silvi. Nel Chietino, oltre a Chieti, l'acqua verrà interrotta a Francavilla al Mare, San Giovanni Teatino e Torrevecchia Teatina.
Dettagli tecnici dell'intervento
L'intervento prevede la chiusura completa della sorgente Giardino, che trasporta acqua da Popoli a Pescara, e dei pozzi di Bussi. Insieme, queste fonti forniscono 1700 litri al secondo. Saranno inoltre effettuate chiusure parziali su altre condotte. Circa 50 operatori saranno impiegati su 12 cantieri. I lavori inizieranno alle 10, quattro ore dopo la chiusura delle fonti, per permettere lo svuotamento completo dei serbatoi. Questa attesa è fondamentale per garantire la sicurezza degli operai.
La fase di lavoro attivo dovrebbe durare 10 ore, con conclusione prevista intorno alle 18. La fase più critica sarà il ripristino della fornitura. Per evitare il «colpo dell'ariete», un fenomeno che potrebbe causare rotture, il riempimento delle condotte avverrà gradualmente. Questa operazione, solitamente di 2-4 ore, richiederà 4-6 ore. Potrebbe verificarsi un temporaneo trascinamento di materiali in sospensione, che dovrebbero comunque essere smaltiti nei serbatoi di accumulo. L'Aca assicura che questo processo garantirà una distribuzione dell'acqua di ottima qualità nel 99% dei casi.
L'Asl effettuerà controlli rigorosi. I risultati sulla potabilità saranno disponibili entro 24 ore dal ritorno dell'acqua nelle abitazioni. Fino a quel momento, si consiglia di utilizzare l'acqua solo per usi non potabili. L'Azienda Sanitaria, rappresentata da Amalia Scuderi, sta collaborando con Aca per identificare i punti di prelievo e garantire la sicurezza. I parametri chimico-fisici saranno comunicati tempestivamente, con il laboratorio Asl e Arpa pronti ad analizzare i campioni. Le analisi determineranno se l'acqua è idonea per il consumo umano, la cucina o se necessita di bollitura.
Dichiarazioni e prospettive future
La presidente Aca, Giovanna Brandelli, ha definito l'intervento un «sacrificio necessario che sarà ampiamente ripagato». Ha spiegato che l'interruzione della fornitura idrica dai rubinetti è inevitabile. La tutela delle strutture sanitarie con autobotti è una priorità. La chiusura delle scuole è stata considerata per non aumentare la pressione sulla richiesta di soccorso idrico. La collaborazione con altri gestori idrici è confermata.
Brandelli ha invitato i cittadini alla razionalità nell'uso delle riserve idriche, come le autoclavi. Lo svuotamento rapido delle reti è essenziale per iniziare i lavori di collegamento con la nuova condotta. Ha ribadito che il lavoro materiale dura 10 ore, ma imprevisti potrebbero estenderlo a 12 o 14 ore. La fase di messa in pressione della nuova linea, più efficiente e grande, richiederà tempo per raggiungere parametri ottimali e garantire l'arrivo dell'acqua a tutte le utenze.
«C'è un margine di incertezza su quanto tempo ci vorrà per tornare ad avere la fornitura in pressioni ottimali», ha ammesso Brandelli, giustificando la cautela di 48 ore per il ritorno alla normalità. Ha tenuto a precisare che non si tratta di un'emergenza imprevista, ma di un investimento per le generazioni future. La ristrutturazione dell'Acquedotto Giardino include l'efficientamento dei prelievi, il raddoppio delle condotte di adduzione, la digitalizzazione delle reti e la sostituzione delle condotte principali a Pescara.
L'investimento complessivo per la ristrutturazione e la messa in sicurezza dell'approvvigionamento idrico ammonta a 28 milioni di euro, finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il comune di Pescara, con 140.000 abitanti coinvolti, rappresenta il terminale principale del sistema. Si consiglia ai cittadini di programmare i cicli di lavaggio, usare l'acqua con parsimonia e attendere il via libera dell'Asl sulla potabilità prima di utilizzarla per scopi potabili.
Priorità alla tutela dei soggetti fragili
Il prefetto di Pescara, Luigi Carnevale, ha sottolineato l'importanza di coordinare le azioni comunali e rispondere alle esigenze dei cittadini. La priorità assoluta è ridurre i disagi e tutelare i soggetti fragili. Le strategie di supporto sono già state pianificate. Carnevale ha paragonato la situazione al G7 in Puglia, dove i disagi temporanei sono stati ampiamente ripagati dai benefici a lungo termine.
«È necessario ed inevitabile subire qualche disagio», ha affermato il prefetto, evidenziando l'importanza di un'organizzazione tempestiva. Sia i privati, come gli esercenti commerciali, sia le istituzioni devono prepararsi per affrontare al meglio le difficoltà. La prefettura rimarrà vigile per coordinare ogni intervento necessario. L'operazione, pur comportando disagi, rappresenta un passo fondamentale per garantire un servizio idrico efficiente e sicuro per il futuro della regione.