L'inchiesta sulla caduta della cabina della funivia del Monte Faito, che causò quattro morti, conta 26 indagati e 24 persone offese. Il procuratore di Torre Annunziata ha fornito un quadro dettagliato della complessità delle indagini e delle attività peritali.
Complessità dell'inchiesta sulla funivia del Monte Faito
Sono stati resi noti i numeri relativi all'inchiesta giudiziaria. L'incidente della funivia del Monte Faito ha visto la caduta di una cabina. Questo evento ha provocato il decesso di quattro persone. Un quinto individuo ha riportato gravi ferite. L'indagine giudiziaria procede con un numero elevato di attori coinvolti.
A distanza di un anno dai tragici eventi, il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, ha tenuto una conferenza stampa. L'obiettivo era fornire un aggiornamento sullo stato delle indagini. Fragliasso ha distribuito un comunicato dettagliato. Successivamente, ha illustrato i dati del procedimento.
Il procuratore ha sottolineato come questi numeri. Essi offrono una visione, seppur parziale, della difficoltà. La complessità riguarda sia le indagini che le attività peritali svolte. L'ufficio inquirente sta lavorando intensamente per chiarire la dinamica dell'incidente.
Dettagli sull'inchiesta e le parti coinvolte
Il numero degli indagati ammonta a 26 persone. Tra questi, 25 sono persone fisiche. Vi è anche l'Eav, la società di trasporto pubblico della Regione Campania. Le persone offese, invece, sono 24. Queste includono il sopravvissuto all'incidente. Ci sono anche i familiari delle vittime decedute.
Gli avvocati difensori coinvolti sono 29. Di questi, 24 rappresentano gli indagati. Altri cinque avvocati difendono le persone offese. Ci sono inoltre due periti del tribunale. A questi si aggiungono due consulenti tecnici del pubblico ministero.
Le parti private hanno nominato 23 consulenti tecnici. L'area interessata dalle indagini si estende per dieci ettari. Questo spazio è stato fondamentale per la ricerca e il recupero dei reperti. I vigili del fuoco hanno effettuato 158 accessi. Hanno impiegato complessivamente 1.370 uomini.
Operazioni di recupero e indagini sul campo
Le operazioni dei vigili del fuoco sono state cruciali. Hanno permesso il recupero della cabina precipitata. Sono stati recuperati anche altri componenti, come il carrello e il traliccio. La ricerca dei reperti ha incluso le boccole delle teste fuse. Sono state realizzate vie di accesso sicure. Queste hanno facilitato l'accesso a tecnici, magistrati e personale di polizia giudiziaria.
La polizia del commissariato di Castellammare di Stabia ha effettuato oltre cento sopralluoghi. Queste attività sono state svolte in autonomia. Hanno anche supportato i vigili del fuoco e la polizia scientifica. La polizia scientifica ha condotto circa ottanta sopralluoghi.
In totale, sono stati impiegati circa 600 unità di personale. Le giornate lavorative per il recupero sono state quasi 150. Sono stati catalogati 44 reperti. Il recupero della cabina, del carrello e del traliccio ha richiesto tre mesi effettivi. Le operazioni si sono svolte da agosto a dicembre 2025.
Sviluppi sull'incidente probatorio
La Procura di Torre Annunziata si è opposta ad alcune istanze. Queste sono state presentate dalle difese degli indagati. Riguardavano l'incidente probatorio. Il giudice per le indagini preliminari aveva accolto tali istanze il 16 giugno 2025. Il procuratore Nunzio Fragliasso ha comunicato questa opposizione.
Fragliasso ha ricordato la cronologia delle indagini. Ha posto particolare enfasi sulle istanze di incidente probatorio. La prima udienza si è tenuta poco dopo. È avvenuta la nomina dei periti del tribunale. È stato conferito l'incarico per accertare dinamica e cause del disastro.
Si sono svolte finora sei udienze relative all'incidente probatorio. La settima udienza è prevista per il 7 maggio. La Procura intende chiarire ogni aspetto della tragica vicenda. La giustizia sta procedendo con rigore.
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