Una storica portavoce del movimento No Tav è stata posta agli arresti domiciliari a Bussoleno. La misura segue una condanna definitiva legata a fatti accaduti nel 2012. Il movimento denuncia un'ingiusta detenzione.
Attivista No Tav ai domiciliari a Bussoleno
Ermelinda Varrese, figura di spicco e storica portavoce del movimento No Tav in Val di Susa, è stata posta agli arresti domiciliari. La misura è stata eseguita nel pomeriggio a Bussoleno, nel Torinese.
La decisione segue una condanna definitiva emessa nei suoi confronti. A comunicare la notizia è stato il movimento stesso, da sempre contrario alla realizzazione della linea ad Alta Velocità Torino-Lione.
Le accuse risalgono al 2012
I fatti contestati risalgono al novembre del 2012. L'episodio avvenne durante un'iniziativa promossa dalle Donne in Movimento. L'evento era dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. In quell'occasione era prevista la visita dell'allora ministra Cancellieri.
Una poliziotta, all'epoca vicequestore aggiunto presso il commissariato San Donato di Torino, ha sporto denuncia contro la Varrese. La poliziotta sosteneva di essere stata oltraggiata con frasi sessiste e offensive.
Un processo definito una farsa dal movimento
Il processo che ne è seguito si è concluso nel febbraio del 2016. La sentenza ha comminato una pena di 6 mesi e 15 giorni. Il movimento No Tav ha definito l'intero iter giudiziario una «farsa».
Ad Ermelinda Varrese era stata concessa la sospensione condizionale della pena. Questa era subordinata al pagamento di 2.500 euro. La somma doveva essere devoluta al fondo assistenza per il personale della polizia di Stato.
La Varrese ha rifiutato di effettuare il pagamento, ritenendolo contrario ai suoi principi. Questo rifiuto ha portato alla sua attuale detenzione domiciliare.
La difesa dell'attivista e del movimento
I sostenitori di Ermelinda Varrese ne difendono fermamente l'integrità. Chiunque la conosca, affermano, sa che non ha mai pronunciato frasi sessiste o volgari. Questo vale anche nei confronti delle donne in divisa.
Le sue parole, secondo il movimento, hanno sempre espresso la «rabbia giusta» di un popolo. Una rabbia contro un'opera considerata inutile e dannosa, imposta al territorio.
Le sue espressioni sono sempre state percepite come «fastidiose e scomode» per le forze dell'ordine presenti in valle. Il movimento sottolinea la differenza tra pagare il prezzo di una «lotta giusta» e essere condannata per frasi mai pronunciate e infamanti.
Le domande delle persone
Perché Ermelinda Varrese è stata arrestata?
Ermelinda Varrese è stata posta agli arresti domiciliari a seguito di una condanna definitiva. La condanna è legata a un'accusa di oltraggio con frasi sessiste e offensive nei confronti di una poliziotta, risalente al 2012.
Cosa contesta il movimento No Tav alla condanna?
Il movimento No Tav contesta la condanna definendola una «farsa». Sostengono che Ermelinda Varrese non abbia mai pronunciato le frasi contestate e che il rifiuto di pagare una somma di denaro, come condizione per la sospensione condizionale della pena, sia stato il motivo scatenante degli arresti domiciliari.
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