Il vicepresidente dell'Umbria, Tommaso Bori, al Salone del Libro di Torino ha lanciato un forte appello per proteggere i giovani dalle brutture del mondo, promuovendo la cultura come strumento di pace e solidarietà.
Un appello per la gioventù
Il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, è intervenuto al Salone del Libro di Torino. La sua regione era l'ospite d'onore di questa edizione. Ha portato un messaggio centrale forte e chiaro. L'obiettivo è proteggere i più giovani.
Il tema della manifestazione era «Il mondo salvato dai ragazzini». Bori ha ripreso questo concetto. Ha affermato che per permettere ai giovani di salvare il mondo, bisogna prima salvarli da esso. Ha sottolineato l'importanza di non tradire gli ideali della sua terra. L'Umbria, seppur piccola, porta messaggi universali. Questi includono spiritualità, misticismo e pace.
Le immagini della disumanità
Bori ha descritto immagini drammatiche per illustrare il suo punto. Ha parlato di un bambino di cinque anni arrestato negli Stati Uniti. Questo evento, avvenuto durante la presidenza Trump, mostra un giovane vittima di un sistema. Ha poi citato i 20.000 bambini rapiti in Ucraina. Questi giovani vengono deportati e rieducati dalle milizie di Putin. La situazione a Gaza è altrettanto terribile. Migliaia di bambini scheletrici cercano cibo e vestiti. Sono esposti a fame e freddo. Circa cinquantamila sono morti a causa delle bombe o della malnutrizione.
Ha proseguito menzionando le tragedie che avvengono nel Mediterraneo. I corpi dei giovani vengono restituiti dal mare. Questi giovani sono morti perché non sono stati salvati. Il «mare nostrum» si trasforma in un cimitero. Un altro punto dolente sono i figli delle vittime di violenza maschile. Rimangono orfani a causa della mancata estirpazione del patriarcato. Serve un'educazione sesso-affettiva fin dalla scuola.
La cultura come reazione
Di fronte a queste atrocità, le istituzioni devono reagire. Bori ha avvertito che non combattere l'inumano permette la sua normalizzazione. Questo è pericoloso e porta alla nascita di mostri. Ha citato l'attivista Vittorio Arrigoni. Lui firmava i suoi pezzi con l'appello «Restiamo umani».
Tuttavia, Bori ritiene che «restare umani» non sia più sufficiente. Dobbiamo «tornare umani». Ci siamo abituati alla disumanità. Il mezzo per farlo è la cultura. La cultura può essere uno strumento di solidarietà universale. La lettura è uno strumento di pace.
L'impegno dell'Umbria per la cultura
La Regione Umbria ha intrapreso un'azione concreta. Regala un libro a ogni neonato. Questo è considerato un dono prezioso. Un libro rappresenta futuro e speranza in un mondo dominato dalla rabbia. Bori ha lanciato un appello per la cultura e i suoi operatori. La cultura è il più grande motore di mobilità sociale. Distingue tra sudditi e cittadini, promuovendo il pensiero critico.
Le istituzioni non dovrebbero tagliare i fondi alla cultura. L'Umbria ha raddoppiato i fondi destinati alla cultura. Questo dimostra la convinzione che la cultura crei più cittadini e meno sudditi. Ha espresso grande rispetto per i lavoratori del settore culturale.