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Studenti universitari torinesi hanno organizzato un presidio davanti al Rettorato per sollecitare un incontro con la rettrice. Le loro proteste riguardano accordi dell'ateneo con aziende considerate problematiche. Si valuta l'estensione delle occupazioni ad altri poli.

Presidio studentesco davanti al Rettorato

Un gruppo di oltre sessanta studenti si è riunito questa mattina. L'iniziativa si è svolta nei pressi del Rettorato dell'Università di Torino. L'evento coincideva con la riunione del Senato accademico. I partecipanti chiedono un confronto diretto con la rettrice, Cristina Prandi. Il presidio si è tenuto tra via Verdi e via Po. Diversi collettivi hanno aderito alla mobilitazione. Tra questi figurano Cambiare Rotta, Assemblea Cps e Cua. I manifestanti hanno esposto uno striscione. La scritta recitava: «Prandi chiude agli studenti ma apre a Guerra. Dimissioni subito».

Richiesta di dialogo e critiche agli accordi

«Siamo qui per avere un canale di dialogo», ha dichiarato Margherita, rappresentante dell'Assemblea studentesca Cps. «Chiediamo un incontro pubblico con la rettrice Prandi. Lei si è sempre rifiutata di ascoltare le nostre ragioni». La studentessa ha aggiunto: «Anche la settimana scorsa, ha ignorato le nostre vertenze». L'assemblea studentesca è tra le realtà che hanno occupato il Campus Luigi Einaudi. L'occupazione è iniziata il 26 ottobre. La protesta mira a sensibilizzare l'ateneo sulle problematiche sollevate dagli studenti. La rettrice è accusata di non prestare attenzione alle loro richieste. Il dialogo è visto come fondamentale per risolvere la situazione.

Critiche agli accordi con le aziende

«In questa seduta del Senato si discute l'ennesimo accordo con aziende», ha spiegato Margherita. «Questi accordi sono per noi decisamente problematici». La studentessa ha evidenziato una presunta contraddizione. «L'Università di Torino, in sole due settimane, ha deciso di stringere accordi per riparare un buco di bilancio enorme». L'alternativa, secondo gli studenti, sarebbe un'altra. «Invece di andare nella direzione di un'Università dove la ricerca è libera e accessibile», ha continuato. La preoccupazione riguarda la collaborazione con aziende private. «Vediamo sempre di più entrare questo tipo di aziende belliche», ha affermato. Queste collaborazioni, secondo gli studenti, «provocano devastazione all'interno di UniTo».

Possibile estensione delle proteste

Nel frattempo, gli studenti che occupano il Campus Einaudi stanno valutando nuove strategie. L'obiettivo è estendere la protesta ad altre sedi universitarie torinesi. «L'idea è di coordinarci con gli altri poli universitari», hanno spiegato i manifestanti. «L'effetto sarà più forte». Sono già iniziate assemblee di coordinamento. Queste coinvolgono gli studenti di Palazzo Nuovo. Si sta lavorando anche con altri poli universitari esistenti a Torino. Lo scopo è unire le forze. «Per scendere insieme in piazza come universitari uniti anche il prossimo sabato», hanno annunciato. Inoltre, si sta pianificando l'avvio di nuove occupazioni in altri poli universitari. La mobilitazione mira a ottenere maggiore attenzione dall'amministrazione.