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Studenti e sindacati hanno manifestato a Torino contro la riforma degli istituti tecnici e la militarizzazione. La protesta nazionale ha visto la partecipazione di circa seicento persone nel centro cittadino.

Manifestazione contro la riforma scolastica

Una folta partecipazione si è registrata oggi a Torino. Studenti, docenti e rappresentanti sindacali si sono uniti in corteo. La mobilitazione nazionale mirava a esprimere forte dissenso. Le ragioni della protesta erano duplici: la riforma degli istituti tecnici e professionali e la crescente militarizzazione.

Il percorso della manifestazione è partito da piazza Arbarello. Circa seicento persone hanno sfilato per le vie del centro. L'iniziativa rientrava in una giornata di sciopero generale. Questa era stata indetta da diverse sigle sindacali. Tra queste figurano Flc Cgil, Cobas Scuola, Usb Pubblico Impiego e Cub Sur. La Rete nazionale degli istituti tecnici ha offerto il proprio sostegno alla causa.

Critiche alla riforma e alla militarizzazione

In testa al corteo campeggiava uno striscione eloquente. Il messaggio recitava: «Contro la distruzione pubblica - studenti e lavoratori uniti. Per la difesa dell'istruzione tecnica, contro la riforma Bernini e Valditara, contro la militarizzazione della cultura, contro un futuro di guerra, riarmo e leva».

Nicolò, portavoce di Opposizione Studentesca Alternativa, ha chiarito le motivazioni della piazza. «Siamo in piazza contro la guerra, contro una prospettiva futura di precarietà, miseria e crisi climatica», ha dichiarato. Ha poi aggiunto: «Vediamo sempre più tagli all'interno degli istituti, che cadono a pezzi e non hanno mai fondi. Al contrario c'è un riarmo sempre più ingente portato avanti dalle classi dirigenti europee».

La riforma dei tecnici professionali è stata un altro punto focale. «Questa riforma prevede ulteriori tagli anche per quanto riguarda il corpo docente», ha sottolineato Nicolò. Ha poi evidenziato la presenza dei docenti in piazza, a fianco degli studenti. Questo dimostra una comune preoccupazione per il futuro dell'istruzione.

Appello a un cambio di rotta

Giorgia, rappresentante di Cambiare Rotta, ha descritto la portata nazionale della protesta. «Come studenti universitari abbiamo chiamato questo sciopero a livello nazionale. Siamo in più di 45 piazze d'Italia a fianco degli studenti medi e dei lavoratori della scuola», ha affermato. L'obiettivo è «dare una sveglia anche alla ministra Bernini». Secondo Giorgia, dall'insediamento della ministra si sono susseguiti solo «tagli, precarietà e militarizzazione».

Un altro tema caldo sollevato è la possibile reintroduzione della leva militare. «Oggi si parla di reintroduzione della leva militare», ha aggiunto Giorgia. La mobilitazione si estende quindi a livello internazionale. L'intento è contrastare un futuro dominato dal riarmo e dalla guerra. «Guerra che non ci appartiene», ha concluso, ribadendo il rifiuto della violenza bellica.

Domande e Risposte

Chi ha organizzato la manifestazione a Torino?
La manifestazione a Torino è stata organizzata da studenti, sindacati e docenti, aderendo alla mobilitazione nazionale indetta da Flc Cgil, Cobas Scuola, Usb Pubblico Impiego e Cub Sur, con il sostegno della Rete nazionale degli istituti tecnici.

Quali erano le principali rivendicazioni degli studenti e dei sindacati?
Le principali rivendicazioni riguardavano il contrasto alla riforma degli istituti tecnici e professionali, la difesa dell'istruzione pubblica, l'opposizione alla militarizzazione della cultura e la contrarietà a un futuro di guerra, riarmo e leva militare, oltre alla denuncia di precarietà e tagli ai fondi scolastici.