I sindacati esprimono preoccupazione per i ritardi delle istituzioni nel discutere il futuro dello stabilimento di Mirafiori. Chiedono azioni concrete e garanzie occupazionali immediate.
Ritardi istituzionali sulla questione Mirafiori
Le principali organizzazioni sindacali criticano le istituzioni per aver impiegato un intero anno prima di riprendere il dialogo sul futuro dello stabilimento di Mirafiori. Dopo recenti incontri tra i vertici di Stellantis, la presidenza della Regione Piemonte e la sindacatura di Torino, i rappresentanti dei lavoratori chiedono ora il passaggio dalle semplici dichiarazioni a provvedimenti tangibili.
La Fiom, pur riconoscendo l'impegno della Regione e del Comune nel proporre un secondo modello produttivo da affiancare alla Fiat 500, lamenta il considerevole ritardo nell'affrontare la questione. I segretari Edi Lazzi e Gianni Mannori hanno dichiarato: «Purtroppo le nostre richieste non sono state recepite dall'azienda e le istituzioni hanno aspettato un anno per occuparsene almeno a parole».
L'organizzazione sindacale avverte che, in assenza di una nuova assegnazione produttiva, la cassa integrazione potrebbe subire un incremento nei prossimi mesi, estendendosi potenzialmente per tutto il 2027. La Fiom sollecita inoltre l'assunzione a tempo indeterminato dei 400 lavoratori interinali impiegati nella Carrozzeria, i cui contratti sono in scadenza a dicembre.
Richieste di azioni concrete e politiche industriali
Anche la Uilm esorta a trasformare le dichiarazioni politiche in decisioni operative. Il segretario generale torinese Luigi Paone e il coordinatore di Mirafiori Plant Gianluca Rindone hanno affermato: «Siamo lieti che anche la politica regionale abbia compreso ciò che noi ripetiamo da mesi, cioè che a Mirafiori servono nuovi modelli per garantirne il futuro produttivo».
I rappresentanti della Uilm richiedono la riconvocazione dell'Osservatorio regionale sull'automotive. Auspicano inoltre l'implementazione di una politica industriale mirata a sostenere efficacemente il settore automobilistico. Questa iniziativa è vista come cruciale per assicurare la vitalità e la competitività dell'industria locale.
La Fim-Cisl Torino e Canavese sottolinea che le rassicurazioni ricevute non sono sufficienti a garantire la stabilità a lungo termine. Il responsabile del settore auto, Igor Albera, ha evidenziato: «Non basta arrivare al 2030 con il cancello aperto, bisogna mantenersi in buona salute e pronti per produrre».
La Fim-Cisl chiede l'introduzione di nuove attività produttive all'interno dello stabilimento. Richiede anche un potenziamento significativo dell'organico per far fronte alle future esigenze produttive e operative. L'obiettivo è garantire la piena operatività e la crescita dello stabilimento.
Attesa per risposte concrete a Roma
L'attenzione del mondo sindacale è ora focalizzata sull'incontro fissato a Roma per il 15 ottobre. Da questo importante appuntamento, i sindacati si aspettano risposte concrete e impegni precisi riguardo al futuro dello stabilimento di Mirafiori. La speranza è che finalmente si delinei un piano d'azione chiaro e sostenibile.
La situazione occupazionale e produttiva dello storico stabilimento torinese rimane una priorità assoluta. Le organizzazioni sindacali continueranno a esercitare pressione sulle istituzioni e sull'azienda per ottenere garanzie concrete per i lavoratori e per il futuro dell'impianto.