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La Scuola Holden al Salone del Libro di Torino ha creato un'installazione interattiva raccogliendo oltre 1000 messaggi vocali dai visitatori. Queste testimonianze sono state poi trasformate in 5 murales realizzati da street artist, celebrando il potere delle storie.

L'installazione interattiva della Scuola Holden

In occasione del Salone del Libro di Torino, la Scuola Holden ha ideato un'iniziativa speciale. L'evento, giunto alla sua 38esima edizione, aveva come tema centrale il concetto di "mondo salvato dai ragazzini". L'obiettivo era esplorare quali storie potremmo voler preservare in circostanze difficili.

Lo stand, progettato dallo studio di architettura Diego Grandi Office, ha offerto ai partecipanti uno spazio unico. All'interno del Padiglione Oval, i visitatori potevano lasciare un proprio messaggio o una testimonianza personale. Questo è avvenuto tramite un phone booth allestito appositamente per l'occasione.

Sono state registrate oltre 1.000 voci, ognuna delle quali celebrava le storie come elemento fondamentale per ritrovare e riconoscere la propria umanità. L'iniziativa ha visto la partecipazione anche di alcuni autori noti. Tra questi, hanno lasciato il loro contributo personale Alessandro Baricco, Roberto Saviano e Saverio Raimondo.

Street artist trasformano le voci in arte

Il materiale audio raccolto è diventato la base per una performance artistica collettiva. La collaborazione con l'Associazione Mission to Art ha permesso di coinvolgere cinque street artist e illustratori. Gli artisti sono Fijodor Benzo, Kiki Skipi, Max Petrone, Viola Ghesmundo e Giulia Frascari.

Questi artisti hanno interpretato le storie emerse dal Salone del Libro 2026, imprimendole su tela. Le opere spaziano da classici come "La storia infinita" a omaggi all'immaginario di Stephen King. Altre opere si ispirano ai "Viaggi di Gulliver" e alle "Mille e una notte", con la figura di Sherazade.

Max Petrone ha descritto "La storia infinita" come un insieme di tutte le avventure e i racconti. Ha sottolineato come questa storia cambi in ogni lettore, continuando in ogni narrazione e vivendo ogni volta che qualcuno crede nella sua longevità. L'opera di Viola Ghesmundo, intitolata "Le storie siamo noi", rende omaggio alla fiera stessa e alle sue innumerevoli narrazioni. L'artista ha spiegato che l'intreccio di volti diversi mostra l'impatto reale delle storie sulle persone. Queste persone diventano il veicolo attraverso cui il passato si lega al presente e il presente al futuro.

Il significato delle storie per la comunità

L'iniziativa della Scuola Holden ha messo in luce il ruolo cruciale delle storie nella costruzione dell'identità individuale e collettiva. La raccolta di messaggi vocali ha creato un archivio sonoro delle esperienze e delle riflessioni dei visitatori. Questo ha reso il Salone del Libro un luogo di condivisione autentica.

La trasformazione di queste voci in opere visive da parte degli street artist ha dato nuova vita ai racconti. Ogni murales rappresenta una sintesi visiva delle emozioni e dei significati trasmessi dai partecipanti. L'arte urbana, con la sua immediatezza, ha reso accessibili a un pubblico più ampio i temi trattati.

La scelta di coinvolgere artisti emergenti e affermati nel panorama della street art ha aggiunto un ulteriore livello di significato. Questo ha dimostrato come le narrazioni possano evolversi e manifestarsi attraverso diverse forme espressive. La fusione tra parola, voce e immagine ha creato un'esperienza multisensoriale.

L'evento ha rafforzato il legame tra la Scuola Holden e la comunità del Salone del Libro. Ha evidenziato l'importanza di dare voce ai lettori e di valorizzare le loro storie. La fiera si è confermata non solo un luogo di scambio di libri, ma anche uno spazio di dialogo culturale e artistico.

Domande frequenti

Cosa ha realizzato la Scuola Holden al Salone del Libro di Torino?

La Scuola Holden ha allestito uno stand interattivo dove i visitatori hanno potuto registrare oltre 1.000 messaggi vocali. Questi messaggi sono stati poi trasformati in 5 murales da street artist.

Chi sono gli artisti che hanno partecipato all'iniziativa?

Hanno partecipato gli street artist Fijodor Benzo, Kiki Skipi, Max Petrone, Viola Ghesmundo e Giulia Frascari, in collaborazione con l'Associazione Mission to Art.