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Atti di vandalismo contro le pietre d'inciampo a Torino destano preoccupazione. Il Presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, denuncia un preoccupante ritorno dell'antisemitismo e chiede un'immediata reazione collettiva.

Vandalismo contro la memoria a Torino

Alcune pietre d'inciampo sono state imbrattate e deturpate in piazza Santa Giulia. Questi monumenti commemorano cittadini torinesi di origine ebraica. Furono deportati nei campi di sterminio nazisti. Non fecero mai più ritorno alle loro case.

I nomi ricordati sono Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresina Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim. Le targhe, poste davanti alle loro ex abitazioni, sono state oggetto di un vile attacco.

Nicco: "Deriva pericolosa da fermare"

Il Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, ha espresso una ferma condanna per l'accaduto. Ha definito il gesto «vile, figlio dell'ignoranza e di un'inaccettabile mancanza di rispetto». Secondo Nicco, si tratta di un «ulteriore indizio che l'antisemitismo più becero è tornato».

L'episodio non va considerato un semplice atto vandalico. Nicco lo interpreta come un segnale allarmante. Richiama con forza un fenomeno preoccupante che sta riemergendo nella società. L'antisemitismo, purtroppo, si sta facendo strada nuovamente.

Distinguere critica politica da odio

Il Presidente Nicco ha sottolineato una confusione pericolosa. Alcuni individui, per ignoranza o superficialità, mescolano la critica legittima al governo israeliano. La confondono con l'odio verso l'intero popolo ebraico. Questo è ritenuto «inconcepibile».

Ha definito la situazione una «deriva pericolosa». Ha esortato a riconoscerla con coraggio. È necessario fermarla immediatamente, senza distinzioni. Bisogna agire prima che diventi più profonda e incontrollabile.

Richiesta di individuazione e risposta istituzionale

Davide Nicco auspica che i responsabili vengano individuati al più presto. Attende una risposta ferma e condivisa da parte di tutte le istituzioni. Anche la società civile deve unirsi in questa condanna. È fondamentale dare un segnale forte contro ogni forma di odio e discriminazione.

La memoria delle vittime della Shoah deve essere preservata. Atti come questo minacciano la pacifica convivenza. Richiedono una vigilanza costante e un impegno collettivo per contrastare ogni manifestazione di intolleranza. La storia ci insegna l'importanza di non dimenticare.

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