Una nuova esposizione a Palazzo Madama a Torino permette di esplorare l'affascinante mondo dei giardini settecenteschi. La mostra offre un viaggio attraverso disegni, incisioni e acquerelli, rivelando il rapporto tra uomo e natura nell'epoca.
L'arte dei giardini nel Settecento a Palazzo Madama
A partire dal 15 luglio, Palazzo Madama a Torino apre le sue porte a un'inedita esposizione. L'evento, intitolato «Giardini. L'arte di vivere la natura nel Settecento», è curato da Clelia Arnaldi di Balme. L'iniziativa invita i visitatori a un percorso storico e culturale. Si approfondiscono le abitudini e la concezione degli spazi verdi nel XVIII secolo.
La mostra si avvale di una ricca selezione di opere. Sono esposti disegni originali, preziose tavole botaniche e suggestive incisioni. Questi materiali guidano il pubblico in una passeggiata ideale. Si attraversano giardini storici e contemporanei, sia di matrice italiana che inglese. L'esposizione narra il legame profondo tra l'essere umano e l'ambiente naturale. Vengono esplorati colori, forme, profumi e le funzioni sociali di questi spazi.
Dal giardino all'italiana al fascino inglese
Il percorso espositivo inizia con il giardino «all'italiana». Questo stile, nato durante il Rinascimento, si distingue per la sua rigorosa geometria. Elementi come terrazzamenti, fontane elaborate e sculture caratterizzano questi spazi. Le incisioni presentate mettono in luce le residenze reali sabaude. Si possono ammirare i «parterre de broderie». Questi ricami vegetali erano un simbolo distintivo del gusto barocco. Rappresentavano anche la magnificenza del potere dell'epoca.
Successivamente, la mostra si concentra sul ruolo del giardino all'interno del teatro settecentesco. Questo luogo era un fulcro di svago e di incontri sociali. Assumeva anche un significato simbolico, legato alla fantasia e alla vita mondana. Disegni scenografici realizzati da artisti del calibro di Filippo Juvarra e dei fratelli Galliari illustrano il valore estetico e letterario attribuito ai giardini settecenteschi.
Tra le opere di particolare rilievo, si segnala il progetto di Juvarra per la villa Mansi a Segromigno. Vengono esposte anche le incisioni di Ignazio Sclopis. Queste ultime sono dedicate al magnifico parco di Stupinigi. Esse offrono uno sguardo sulla dimensione quotidiana del giardino. Si percepiscono le passeggiate, la musica, i giochi e i momenti di interazione sociale che vi si svolgevano.
Il viaggio attraverso l'evoluzione del giardino culmina con la presentazione dei giardini «all'inglese» e «all'orientale». Queste tipologie riflettono una nuova sensibilità e un diverso approccio verso la natura. Rappresentano un cambiamento di prospettiva nell'estetica paesaggistica.
Acquerelli botanici e la Sala Tessuti
Una sezione finale dell'esposizione è dedicata agli acquerelli botanici del conte Lorenzo Freylino. Questo artista ha realizzato due volumi contenenti 123 tavole. Le opere sono state create tra il 1773 e il 1813. Esse testimoniano una profonda passione per le piante rare. Inoltre, documentano gli scambi scientifici che caratterizzavano quel periodo storico. Questi acquerelli offrono uno spaccato dettagliato della flora e delle conoscenze botaniche dell'epoca.
In concomitanza con l'apertura della mostra sui giardini, viene riallestita la Sala Tessuti. Qui si potrà ammirare l'esposizione «Bianco al femminile». Questa sezione è curata da Paola Ruffino. Cinquanta manufatti provenienti dalle collezioni di Palazzo Madama esplorano il legame tra il colore bianco. Si analizza la connessione con materiali tessili come la seta e il lino. Viene indagata la dimensione femminile attraverso questi elementi. Le opere spaziano dai ricami medievali agli abiti da sposa. Includono anche preziosi merletti e delicate garze.
Entrambe le esposizioni saranno visitabili a partire dal 15 luglio. L'accesso è incluso nel biglietto d'ingresso per le collezioni permanenti del museo. Un'opportunità imperdibile per immergersi nella storia e nell'arte di Torino.