Condividi

Nuovi documenti d'archivio gettano luce sulla formazione di Pietro Piffetti a Torino, rivelando il suo primo maestro e un'importante commissione internazionale. La ricerca è presentata in un nuovo libro.

Nuovi documenti svelano la formazione di Piffetti

Recenti scoperte d'archivio confermano ipotesi sulla giovinezza di Pietro Piffetti (1701-1777). Questi documenti inediti lo collocano nella bottega di Ludovico De Rossi. De Rossi fu il suo primo maestro. Piffetti è considerato uno dei più grandi ebanisti di tutti i tempi. La ricerca è stata condotta dallo studioso piemontese Claudio Cagliero. I risultati sono pubblicati nel volume 'Pietro Piffetti. Gli esordi a Torino e l'incontro con Filippo Juvarra'. L'editore è L'Artistica Editrice. La presentazione del libro avverrà il prossimo 13 novembre. La location sarà la Palazzina di Caccia di Stupinigi, vicino a Torino.

L'incontro con Juvarra e l'incisione policroma

L'architetto Filippo Juvarra ebbe un impatto decisivo sugli orizzonti artistici di Piffetti. Le indagini si concentrano sul ritrovamento di una scrivania mazzarina. Questa scrivania era in coppia con un'altra già nota. Quest'ultima è conservata presso il Museo Civico d'Arte Antica di Torino. Le due opere sono legate a una potente famiglia francese. Esse attestano l'inizio della collaborazione tra Juvarra e Piffetti. Si tratta di una commissione di rilievo internazionale. Questo incarico permette di anticipare agli anni Venti del Settecento l'introduzione dell'incisione policroma degli avori. Tale tecnica arrivò nella capitale sabauda grazie a questo sodalizio.

Il rapporto tra ebanisti e disegno

Il libro di Claudio Cagliero esamina anche il legame tra gli ebanisti e il disegno. L'analisi si estende all'Europa dei secoli XVII e XVIII. Questo studio offre una prospettiva più ampia sul contesto artistico dell'epoca. Vengono esplorate le influenze e le tecniche che caratterizzavano la produzione di mobili di pregio. L'opera contribuisce a una migliore comprensione del lavoro di Piffetti. Viene valorizzato il suo contributo all'ebanisteria e all'arte decorativa. La ricerca d'archivio fornisce nuove chiavi di lettura. Permette di contestualizzare meglio le opere e la carriera di questo maestro. L'attenzione ai dettagli e alla storia materiale degli oggetti è fondamentale. Lo studio approfondisce anche le relazioni tra artisti e committenti. Questo aspetto è cruciale per comprendere le dinamiche del mercato dell'arte nel Settecento. La pubblicazione promette di essere un punto di riferimento per gli studiosi del settore. Offre dati inediti e interpretazioni innovative. La presentazione a Stupinigi sarà un'occasione importante per discutere queste nuove scoperte. L'evento attirerà appassionati e addetti ai lavori.