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Un imprenditore di 39 anni a Torino, indagato per tentato omicidio, potrà riprendere la sua attività lavorativa pur rimanendo agli arresti domiciliari. La decisione è stata presa dal tribunale di sorveglianza.

Imprenditore torinese potrà lavorare nonostante domiciliari

Un imprenditore di Torino, di 39 anni, ha ottenuto un parziale allentamento delle misure cautelari. Potrà infatti riprendere la sua attività lavorativa.

L'uomo è indagato per tentato omicidio. L'accusa riguarda un episodio avvenuto a fine agosto. Secondo le indagini, avrebbe inseguito e investito due giovani in monopattino.

I due ragazzi gli avevano appena strappato una collanina. L'imprenditore era alla guida del suo Suv. La decisione è stata comunicata dal tribunale di sorveglianza di Torino.

I fatti: inseguimento e investimento a Torino

L'episodio si è verificato in Lungo Po Antonelli, a Torino. Il conducente si era fermato per aiutare un'anziana signora. Questa era stata appena derubata della sua collanina.

Poco dopo, l'imprenditore è diventato a sua volta vittima di uno scippo. Due giovani in monopattino gli hanno rubato la collanina.

L'uomo è quindi risalito a bordo del suo Suv. Ha iniziato a inseguire i due scippatori. Li ha speronati con il veicolo, facendoli cadere a terra.

Successivamente, l'imprenditore avrebbe aggredito uno dei due ragazzi. Il suo obiettivo era recuperare la collanina rubata.

Dopo l'accaduto, si è recato presso una caserma dei carabinieri per sporgere denuncia.

Conseguenze e misure cautelari per l'imprenditore

Uno dei due giovani, un diciassettenne, è stato arrestato. L'altro, un diciannovenne, si trova ancora in coma.

Il giovane è ricoverato a causa dei gravi traumi riportati durante l'investimento.

L'imprenditore era stato inizialmente portato in carcere. Vi ha trascorso due notti.

Successivamente, il giudice per le indagini preliminari gli aveva concesso gli arresti domiciliari. Era stato dotato di un braccialetto elettronico.

Gli era stato imposto il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari più stretti.

Decisione del Riesame: possibilità lavorative

Il tribunale di sorveglianza ha ora modificato le condizioni degli arresti domiciliari. L'imprenditore non dovrà più indossare il dispositivo elettronico.

Inoltre, gli è stata concessa la possibilità di comunicare con fornitori e altri imprenditori.

Questo le permetterà di continuare a gestire le sue due società edili. L'uomo ne è amministratore.

La sua attività lavorativa potrà quindi proseguire, seppur con le limitazioni imposte dalla misura cautelare degli arresti domiciliari.