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Il Politecnico di Torino intende riconoscere l'attività sportiva continuativa con crediti formativi universitari. L'obiettivo è aumentare la partecipazione degli studenti allo sport, considerandolo parte integrante del percorso formativo.

Riconoscimento sportivo come formazione

L'ateneo mira a considerare la pratica sportiva come un'attività formativa a tutti gli effetti. Questo significa che potrebbe essere riconosciuta attraverso l'assegnazione di crediti formativi universitari. Questi crediti verrebbero integrati nel piano di studi degli studenti, attingendo da quelli definiti come “liberi”.

Questa iniziativa è stata annunciata dal rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati, durante un incontro con la stampa. L'impegno verso lo sport sarà centrale anche per l'inaugurazione dell'anno accademico, prevista per il 20 novembre. L'evento vedrà la partecipazione di importanti figure istituzionali del mondo sportivo.

Incentivare la partecipazione sportiva

Il rettore ha sottolineato l'importanza di non considerare lo sport come un'attività secondaria. «Se non lo diciamo così, sembra sempre qualcosa di sussidiario», ha affermato Corgnati. L'intenzione è di valorizzare lo sport come un percorso meritocratico. «Non è qualcosa per cui ti devo premiare, te lo sei guadagnato e ti do i crediti», ha precisato.

A livello nazionale, la percentuale di universitari che praticano sport con continuità è inferiore al 15%. Presso il Politecnico di Torino, questa cifra si attesta intorno al 13,5%. L'obiettivo del rettore Corgnati è di raddoppiare questa percentuale all'interno del proprio ateneo.

Per il rettore, l'università ha il dovere di affermare che lo sport e la disciplina fisica sono fondamentali. «Chi fa più sport è più preparato nell'andare alla gara finale, che è l'esame», ha spiegato Corgnati. Questa correlazione evidenzia come l'attività fisica possa migliorare le prestazioni accademiche.

Supporto agli atleti agonisti

Il Politecnico di Torino guarda con attenzione anche agli atleti agonisti. L'ateneo intende ottenere il riconoscimento dei gruppi sportivi universitari al pari di quelli statali. Per gli atleti di massimo livello, il rettore ha in programma l'istituzione di borse di studio.

Inoltre, si vuole offrire la possibilità di accedere ai percorsi di dottorato attraverso “dual career”. Questo permetterebbe agli atleti di conciliare studio e carriera sportiva. Senza queste misure, molti atleti di talento tendono a intraprendere carriere nelle forze armate, secondo il rettore.

Gli ambiti di ricerca e studio interessati da queste iniziative spaziano dai nuovi materiali alla sensoristica, fino all'analisi dei dati (data analytics). Il rettore ha ribadito la necessità di prendersi cura sia dell'agonista che dello studente che non pratica attività sportiva. L'obiettivo è un benessere diffuso tra tutta la popolazione studentesca.