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Un uomo di 60 anni, con un passato criminale che include un omicidio commesso da minorenne, è stato arrestato a Torino per una rapina. La sua condizione di senza fissa dimora e l'uso di stupefacenti hanno influito sulla decisione del giudice.

Il passato criminale dell'arrestato

Nel lontano 1981, all'età di soli 14 anni, l'uomo fu fermato dalle forze dell'ordine. Era parte di un gruppo che mise a segno una rapina a Torino. L'azione criminale portò alla morte di un orefice. L'uomo fu identificato come il 'palo' del commando. Nel 1983, la giustizia lo condannò a una lunga pena detentiva. Questo evento segnò profondamente la sua giovinezza.

Oggi, l'uomo, che ha compiuto sessant'anni, si è ritrovato nuovamente davanti ai giudici. L'udienza si è svolta nel tribunale del capoluogo piemontese. La sua ricomparsa è legata a un nuovo episodio criminoso. Le forze dell'ordine lo hanno bloccato pochi giorni fa. L'arresto è avvenuto vicino alla stazione di Porta Nuova.

Nuova rapina e custodia cautelare

L'uomo è stato sorpreso subito dopo aver rubato una valigia e due borselli. Il furto è avvenuto in un negozio del centro. Il giudice, al termine dell'udienza di convalida, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La richiesta era stata avanzata dalla Pubblica Ministero Paola Bellone. La decisione è stata influenzata da diversi fattori.

I precedenti penali dell'uomo hanno pesato sulla sentenza. La condanna per omicidio, avvenuta molti anni prima, è stata un elemento determinante. Anche il suo attuale stile di vita ha giocato un ruolo cruciale. L'uomo risulta essere senza fissa dimora. Non possiede un impiego stabile. Inoltre, fa uso di sostanze stupefacenti. Questi elementi hanno rafforzato la necessità di una misura restrittiva.

La difesa e le motivazioni del giudice

Il suo legale difensore, l'avvocato Elisabetta Macrì, ha cercato di sostenere la sua posizione. «Sapevo che stava seguendo un progetto con gli assistenti sociali del Comune», ha dichiarato il legale. «Si stava comportando bene. Ed era da un po' che non lo sentivo». Nonostante gli sforzi della difesa, le motivazioni del provvedimento giudiziario, lette in aula, hanno confermato la gravità della situazione. La combinazione di precedenti e condizioni attuali ha portato alla custodia in carcere.

I fatti del 1981

L'omicidio dell'orefice Albert Albino Allena avvenne il 7 gennaio. La vittima fu uccisa nella sua bottega in via Monastir. Le prime indagini rivelarono che a compiere l'azione fu un gruppo di cinque giovani. Solo due di loro erano maggiorenni all'epoca. Le notizie dell'epoca indicavano che Luciano B. aveva il compito di fare da vedetta. La sua giovane età non lo esentò dalle conseguenze legali.

Il recente episodio di rapina

Due giorni fa, l'uomo ha agito con audacia. È riuscito a forzare la vetrinetta di un noto negozio di Torino. Si tratta della valigeria 'Arbiter', un'attività storica della città. Dopo aver preso la merce, si è dato alla fuga. È stato inseguito da alcuni passanti. È stato raggiunto e bloccato dopo una breve colluttazione. In tribunale, l'uomo ha ammesso di aver compiuto il furto. Tuttavia, ha negato di aver usato violenza durante l'azione. La sua versione dei fatti è ora al vaglio degli inquirenti.