Oltre tremila professionisti sanitari stranieri in Piemonte operano senza un adeguato riconoscimento dei titoli. L'Ordine dei Medici solleva preoccupazioni sulla sicurezza dei pazienti e sulla qualità dei servizi offerti.
Operatori sanitari stranieri senza riconoscimento
Un numero elevato di professionisti sanitari in Piemonte, oltre tremila, si trova in una situazione di precarietà lavorativa. Questi operatori provengono da Paesi al di fuori dell'Unione Europea. Mancano del riconoscimento ufficiale dei loro titoli da parte del Ministero della Salute. Ciò solleva interrogativi sulle loro competenze effettive.
L'Ordine dei Medici ha evidenziato questa criticità. Ha sottolineato che nessuno di questi professionisti può attualmente iscriversi ai relativi albi. Il presidente, Guido Giustetto, ha definito la questione urgente. Ha spiegato che potrebbe avere un impatto negativo sull'organizzazione sanitaria. Inoltre, potrebbe compromettere la qualità delle cure per i pazienti.
Dati e provenienze degli operatori
Sul territorio piemontese, i sanitari in questa condizione sono esattamente 3.224. La maggior parte proviene da aree geografiche diverse. Tra queste figurano l'America Latina, l'Est Europa, il Nord Africa e l'Asia. La componente più numerosa è quella degli infermieri. Seguono i medici, con 518 unità. Gli odontoiatri superano le 160 persone.
La Regione stessa ha ammesso di fare affidamento su personale formato all'estero. Questa strategia è stata prorogata fino al 2029. L'obiettivo è contrastare la carenza cronica di medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Ciò serve a garantire la continuità dei servizi nelle strutture pubbliche e private.
Criticità nelle procedure di abilitazione
L'elenco dei professionisti stranieri abilitati all'esercizio temporaneo è stato aggiornato di recente. La criticità, secondo l'Ordine, risiede nella procedura di inserimento. È sufficiente una semplice dichiarazione di possesso del titolo abilitante. Questa dichiarazione non viene verificata tramite canali ufficiali. La Regione effettua solo una verifica documentale. Non è in grado di valutare il percorso di studi seguito.
Inoltre, mancano requisiti fondamentali. Non è prevista, ad esempio, una valutazione dell'effettiva capacità di comunicare in italiano con i pazienti. Questo aspetto è cruciale per la sicurezza e l'efficacia delle cure.
Proposte dell'Ordine dei Medici
Il sistema sanitario si basa su un equilibrio precario. Da un lato, c'è l'esigenza immediata di coprire le carenze di personale. Dall'altro, esiste il rischio di consolidare un modello basato su soluzioni emergenziali. Lo ha affermato Giustetto, evidenziando la fragilità della situazione.
L'Ordine propone misure concrete. Oltre alla proroga, si auspicano investimenti nella formazione. È necessaria una programmazione accurata del fabbisogno di personale. Si chiede anche l'accelerazione delle procedure per il riconoscimento dei titoli. Un'azione di vigilanza costante è fondamentale. Infine, si suggeriscono percorsi di stabilizzazione per il personale.
Richiesta specifica per gli odontoiatri
L'Ordine ha già inoltrato una richiesta specifica alla Regione. Si chiede l'esclusione degli odontoiatri da queste procedure semplificate. La situazione di questa categoria professionale presenta caratteristiche peculiari. Richiede una valutazione specifica e separata rispetto agli altri ambiti sanitari. La sicurezza dei pazienti in ambito odontoiatrico è di primaria importanza.