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Boe abbandonate nel Delta del Po vengono recuperate e destinate a nuovi usi in parchi naturali italiani, offrendo stimoli agli animali. L'iniziativa coinvolge diverse organizzazioni e zoo.

Recupero boe abbandonate nel Delta del Po

Numerose boe, del peso di 70 chilogrammi ciascuna, sono state rimosse dall'Isolotto Scano Cavallari. Questi galleggianti erano impiegati per la coltivazione di molluschi nel Delta del Po. Le mareggiate li avevano poi spinti e abbandonati su questa area naturale protetta.

L'area interessata si trova nel comune di Porto Levante, in provincia di Rovigo. L'operazione ha permesso di liberare un importante sito naturalistico da questi rifiuti marini.

Nuova vita per le boe nei parchi italiani

I grandi galleggianti recuperati avranno ora una destinazione inaspettata. Saranno impiegati per offrire stimoli ludici ad animali di grossa taglia in diversi parchi naturali italiani. Tra gli ospiti che beneficeranno di questi oggetti ci sono rinoceronti, gibboni, canguri e potamoceri.

Questa iniziativa di riutilizzo è stata promossa e coordinata da Openature Foundation. Questo ente si occupa di ricerca e conservazione. Fa parte del gruppo Openature, che include il parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) e il bioparco Zoom Torino.

Collaborazione tra zoo e fondazioni

Alla raccolta delle boe hanno partecipato attivamente i keeper di diversi giardini zoologici. Oltre a Natura Viva e Zoom Torino, hanno collaborato il Parco Faunistico Le Cornelle, da cui è partita l'idea, il Parco Zoo Punta Verde e lo Zoo al Maglio.

Questa sinergia tra enti zoologici e organizzazioni ambientaliste ha reso possibile il recupero di un quantitativo significativo di materiale.

L'impatto dell'inquinamento nel Delta del Po

L'Isolotto Scano Cavallari è un'area umida di grande valore ecologico. È un sito protetto che ospita una ricca biodiversità. Purtroppo, subisce un fenomeno d'inquinamento ricorrente ogni anno.

Durante i mesi invernali, le forti mareggiate causano il distacco di numerose boe utilizzate per la mitilicoltura. Queste vengono poi trasportate fino alla costa, accumulandosi lungo le rive dell'isolotto.

Prospettive future e riutilizzo dei materiali

Michela Cogo, responsabile Educazione di Fondazione Openature, ha evidenziato l'utilità di questi oggetti. Ha dichiarato che «la resistenza di queste grandi boe si presta perfettamente ad avere una seconda vita tra le fauci o i corni di animali grandi e piccoli».

Ha inoltre sottolineato che questa è solo la prima fase di un progetto più ampio. L'iniziativa proseguirà con ulteriori azioni di recupero e riutilizzo di materiali simili. L'obiettivo è ridurre l'impatto ambientale e offrire arricchimento agli habitat degli animali.

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