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Le imprese piemontesi lanciano l'allarme: l'impennata dei costi energetici, acuita dalle tensioni internazionali, minaccia la ripresa economica. Si paventa il rischio di recessione e si chiedono interventi urgenti.

Aumento costi energetici preoccupa le aziende

Le tensioni geopolitiche globali stanno innescando un'impennata dei prezzi dell'energia. Questo fenomeno si ripercuote pesantemente sull'economia piemontese. In un momento di fragilità economica, il timore di misure di austerità o di una vera e propria recessione è concreto. Le associazioni di categoria del Piemonte esprimono forte preoccupazione. Tra queste figurano Agci, Ance, Casartigiani, Cna, Confapi, Confartigianato Imprese, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria e Legacoop.

Le stime indicano un incremento delle bollette elettriche per le aziende del settore terziario. L'aumento previsto oscilla tra l'8,5% e il 13,9%. Questo si traduce in una spesa media aggiuntiva di circa 2.853 euro. La cifra si riferisce al confronto con i primi due mesi del 2026. L'impatto sul costo del gas è ancora più marcato. Si prevedono rincari tra il 30% e il 43,5%. Ogni singola azienda potrebbe affrontare una spesa extra di circa 3.408 euro.

Famiglie e consumi sotto pressione

Gli effetti negativi non si limitano al comparto produttivo. L'aumento dei costi energetici grava anche sui bilanci familiari. Questo comporta una probabile contrazione dei consumi. Tale scenario rischia di penalizzare diversi settori economici. Il comparto turistico, in particolare, si trova in una posizione vulnerabile. La stagione estiva è alle porte, ma i consumi potrebbero diminuire. A tutto ciò si aggiunge il rincaro dei carburanti. I costi dei trasporti sono diventati insostenibili per molte realtà imprenditoriali. Il trasporto su gomma gestisce l'88% delle merci a livello nazionale. Un aumento dei costi qui ha un effetto domino.

Richiesta di intervento strutturale alle istituzioni

Di fronte a questa congiuntura sfavorevole, le associazioni imprenditoriali chiedono un dialogo immediato. Desiderano un confronto diretto con le istituzioni locali e i loro rappresentanti. L'obiettivo è definire politiche strutturali. Queste dovrebbero mettere al centro imprese e lavoratori. Viene sottolineata la priorità di sostenere le realtà produttive. Particolare attenzione va riservata alle micro e piccole imprese. Si auspica un'accelerazione nei processi di aggregazione della domanda energetica. Questo permetterebbe anche alle realtà più piccole di accedere a contratti di lungo termine. L'obiettivo è l'acquisto di energia da fonti rinnovabili. Parallelamente, è fondamentale semplificare gli investimenti volti all'efficienza energetica.

Le associazioni imprenditoriali piemontesi sollecitano azioni concrete. L'intento è evitare che l'aumento dei costi energetici si trasformi in una crisi economica. La collaborazione tra pubblico e privato è vista come la chiave per superare questo momento difficile. Si attende una risposta rapida da parte delle istituzioni per scongiurare scenari recessivi.