Condividi
AD: article-top (horizontal)

La consigliera regionale Alice Ravinale (Avs) solleva preoccupazioni sulla gestione energetica del Piemonte. Sottolinea la forte dipendenza dai combustibili fossili e la lentezza nello sviluppo delle energie rinnovabili, evidenziando l'impatto delle crisi geopolitiche.

Critiche alla gestione energetica regionale

La consigliera regionale Alice Ravinale, esponente di Avs, ha espresso critiche riguardo alla gestione energetica del Piemonte. Ha commentato un'informativa dell'assessore Marnati al consiglio regionale. Secondo Ravinale, le affermazioni di Marnati, pur riconoscendo la realtà, non sono accompagnate da risposte concrete.

La consigliera ha evidenziato la necessità di un maggiore coordinamento tra le diverse politiche energetiche. Gli interventi attuali appaiono insufficienti di fronte alla gravità della sfida. Le infrastrutture energetiche esistenti non supportano ancora adeguatamente lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

I tempi per affrancarsi dai combustibili fossili sono considerati troppo lunghi. Questo ritardo è attribuito a procedure amministrative complesse e a difficoltà nell'accesso agli incentivi disponibili. La situazione energetica del Piemonte è quindi sotto esame.

Dipendenza dai fossili e lentezza delle rinnovabili

La critica di Ravinale si concentra sulla persistente dipendenza del Piemonte dalle fonti fossili. In particolare, il gas naturale rappresenta una quota significativa dei consumi interni. Circa il 52% dei consumi totali è legato a questa fonte energetica.

Parallelamente, la regione mostra un ritardo nello sviluppo delle energie rinnovabili. Queste ultime soddisfano solo il 20% degli usi finali di energia. Questo dato include sia l'energia elettrica che quella termica prodotta da fonti pulite.

L'esponente di Avs sottolinea la mancanza di risposte chiare e di un piano strategico da parte della Regione Piemonte. La situazione richiede azioni più decise e tempestive per garantire la transizione energetica.

Nuova unità di monitoraggio e perplessità

L'unica novità introdotta dalla Regione è l'istituzione dell'Unità di Monitoraggio Energetico Regionale. Questo organismo dovrebbe monitorare la situazione energetica, specialmente quella influenzata dalle crisi geopolitiche internazionali.

Tuttavia, la composizione di questa unità solleva notevoli perplessità. Si segnala l'assenza di componenti della Giunta regionale. Al contrario, si prevede la possibilità di convocare al tavolo alcuni dei principali attori del settore degli idrocarburi, afferenti al gruppo Eni.

Questa scelta solleva interrogativi sulla reale imparzialità e sull'efficacia del monitoraggio. La consigliera Ravinale auspica un approccio più trasparente e orientato alla diversificazione delle fonti energetiche per il futuro del Piemonte.

AD: article-bottom (horizontal)