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Il Consiglio regionale del Piemonte ha commemorato le 1.117 vittime innocenti di mafia, leggendone i nomi. L'iniziativa, nata da una proposta M5S, ha visto l'astensione delle minoranze per questioni procedurali legate a un'informativa.

Commemorazione Vittime Mafia in Piemonte

Il Consiglio regionale del Piemonte ha dedicato un momento solenne alla memoria delle vittime innocenti di mafia. Durante la seduta del 24 marzo 2026, sono stati letti i nomi di ben 1.117 persone. Queste vite sono state spezzate dal 1861 fino ai giorni nostri. L'evento si è svolto in occasione della Giornata regionale della memoria e dell'impegno. Si è trattato di un'iniziativa volta a promuovere la cittadinanza responsabile.

La lettura dei nomi ha avuto un forte valore simbolico. Ha permesso di restituire dignità e riconoscimento a coloro che hanno perso la vita a causa della criminalità organizzata. La nota del Consiglio regionale ha sottolineato l'importanza di questo momento. È stato definito «un momento istituzionale di raccoglimento e responsabilità civile». L'obiettivo è mantenere viva la memoria delle vittime. Si vuole anche rinnovare l'impegno contro ogni forma di criminalità organizzata.

L'iniziativa non è nata per caso. Essa trae origine da una norma specifica. Questa è stata proposta dal consigliere Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle nel 2025. La proposta è stata poi integrata nella legge regionale. Questa legge si occupa degli interventi a favore della prevenzione della criminalità. L'approvazione di questa norma segna un passo avanti nel contrasto alla mafia.

Protesta delle Minoranze in Aula

La seduta del Consiglio regionale ha visto un momento di tensione. La maggioranza è rimasta da sola in aula per la commemorazione. Le opposizioni hanno infatti deciso di abbandonare i propri scranni. La protesta è scaturita da una decisione procedurale. Il Consiglio non ha accettato di rinviare il cerimoniale. La richiesta era di posticipare l'evento a martedì prossimo. Questo slittamento era richiesto per attendere un'informativa annunciata dai consiglieri Cirio e Chiorino.

La questione politica che ha portato alla protesta delle minoranze è complessa. Riguarda la vicepresidente della Regione. Questa figura è stata coinvolta in vicende giudiziarie. Le indagini la vedono coinvolta, insieme ad altri esponenti come il sottosegretario Delmastro. Il loro coinvolgimento è legato a una passata partecipazione a una srl. Questa società è gestita dalla figlia di Mauro Caroccia. Quest'ultimo è stato condannato per reati di mafia. L'indagine ha riguardato il clan camorristico dei Senese. La srl in questione gestisce un ristorante a Roma.

L'astensione delle minoranze ha sollevato interrogativi sull'unità delle istituzioni di fronte al fenomeno mafioso. Nonostante le divergenze politiche, l'atto di leggere i nomi delle vittime rimane un gesto importante. Esso sottolinea la necessità di non dimenticare e di continuare la lotta contro la criminalità organizzata. La decisione di non partecipare alla lettura dei nomi da parte delle opposizioni è stata motivata da ragioni di opportunità politica e procedurale. La maggioranza ha proseguito con la commemorazione, ribadendo l'impegno istituzionale.

Contesto Storico e Normativo

La legge regionale che ha portato alla commemorazione in Piemonte si inserisce in un quadro normativo più ampio. A livello nazionale, l'Italia ha una lunga storia di lotta alla criminalità organizzata. Dal 1996, la Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie viene celebrata il 21 marzo. Questa giornata è promossa da Libera, l'associazione fondata da Don Luigi Ciotti. L'obiettivo è mantenere viva la memoria delle vittime e promuovere una cultura della legalità.

La proposta del consigliere Coluccio (M5S) mira a rafforzare la presenza di questa memoria anche a livello regionale. L'inserimento nella legge regionale sugli interventi per la prevenzione della criminalità dimostra un impegno concreto. La legge regionale piemontese si aggiunge ad altre iniziative simili in altre regioni italiane. Queste norme mirano a creare un legame più forte tra le istituzioni locali e la lotta alla mafia.

Il numero di 1.117 vittime citato nell'articolo è significativo. Esso riflette la vastità del fenomeno mafioso in Italia. Ogni nome letto rappresenta una storia interrotta, una famiglia distrutta. La lettura scandita dei nomi, «uno a uno», è un modo per onorare ogni singola vittima. Questo gesto contrasta con la tendenza a considerare le vittime come semplici numeri. La commemorazione in Piemonte, pur con le polemiche politiche, ribadisce l'importanza di questo impegno civile.

Il Ruolo delle Istituzioni e della Società Civile

L'iniziativa del Consiglio regionale del Piemonte evidenzia il ruolo cruciale delle istituzioni. Esse hanno il compito di promuovere la memoria e la cultura della legalità. La lettura dei nomi delle vittime innocenti di mafia è un atto di riconoscimento e di monito. Serve a ricordare i sacrifici compiuti e a stimolare la riflessione collettiva. La cittadinanza responsabile, come sottolineato nella nota del Consiglio, è fondamentale.

La società civile, attraverso associazioni come Libera, gioca un ruolo complementare. Essa sensibilizza l'opinione pubblica e supporta le vittime e le loro famiglie. L'interazione tra istituzioni e società civile è essenziale per un contrasto efficace alla mafia. La legge regionale piemontese, nata da una proposta di un consigliere, dimostra come anche a livello locale si possano creare strumenti per rafforzare questo legame.

La vicenda politica che ha portato all'abbandono dell'aula da parte delle minoranze, pur criticabile, non deve oscurare il significato dell'evento. La lotta alla mafia richiede un impegno costante e trasversale. La memoria delle vittime è un pilastro fondamentale di questa lotta. Il Piemonte, con questa iniziativa, si aggiunge alle altre realtà che cercano di tenere alta la guardia contro la criminalità organizzata. La lettura dei nomi è un atto potente che risuona nelle istituzioni e nella società.

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