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La regione Piemonte apre ai beni confiscati alle mafie per il terzo settore. Oltre 300 proprietà potranno essere riutilizzate per scopi sociali, aumentando l'efficacia delle misure antimafia.

Nuove opportunità per il terzo settore in Piemonte

Il Consiglio regionale del Piemonte ha dato il via libera a una modifica legislativa fondamentale. Questa decisione permette agli enti del terzo settore di accedere ai beni confiscati alle organizzazioni criminali. In precedenza, solo le amministrazioni pubbliche potevano beneficiare di tali proprietà.

La nuova normativa definisce le procedure per l'ammissione ai contributi. L'obiettivo è favorire il riutilizzo e la fruizione sociale di questi beni. L'allargamento della platea dei beneficiari rappresenta un passo avanti significativo nella lotta alla criminalità organizzata.

Oltre 300 beni confiscati in Piemonte

L'assessore Gianluca Vignale ha illustrato i dettagli della delibera. Ha sottolineato l'importanza di rendere operativi i beni sequestrati. In Piemonte, si contano oltre 300 beni sottratti alle mafie. Attualmente, più dell'80% di questi beni rimane inutilizzato.

L'inclusione del terzo settore nel bando di assegnazione è vista come una mossa strategica. Permetterà di valorizzare queste proprietà, trasformandole in risorse per la comunità. Questo amplia notevolmente le possibilità di impiego dei beni confiscati.

Un impegno condiviso per la legalità

La consigliera Gianna Gancia (Lega) ha definito la modifica una «tappa importante». Il consigliere Domenico Rossi (PD) ha evidenziato come questa norma fosse già presente in altre regioni. Spera che il Piemonte possa ora diventare «tra le regioni più virtuose» in questo campo.

Il capogruppo dei Moderati, Silvio Magliano, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto. Ha affermato che l'iniziativa va nella giusta direzione. La capogruppo di Avs, Alice Ravinale, ha descritto la norma come «un segnale chiaro dalle istituzioni». L'intento è dimostrare alle mafie un impegno costante nella loro costruzione.

Implicazioni e prospettive future

L'approvazione della modifica legislativa apre nuove prospettive per il riutilizzo dei beni confiscati. Il terzo settore, con la sua capacità di operare sul territorio e rispondere ai bisogni sociali, potrà contribuire attivamente. Questo rafforza l'azione dello Stato contro le mafie.

La maggiore efficienza nell'utilizzo dei beni confiscati non solo sottrae risorse alle organizzazioni criminali. Permette anche di creare nuove opportunità di sviluppo sociale ed economico. La collaborazione tra istituzioni e associazioni del terzo settore è cruciale per massimizzare l'impatto positivo.

Si attende ora la piena attuazione della legge. Le associazioni interessate potranno presentare le proprie proposte per l'assegnazione dei beni. L'obiettivo è trasformare questi simboli del potere mafioso in centri di attività legale e benefica.

Domande frequenti

Chi può beneficiare dei beni confiscati in Piemonte secondo la nuova legge?

Possono beneficiare sia le amministrazioni pubbliche che gli enti del terzo settore. La modifica legislativa ha allargato la platea dei potenziali assegnatari.

Quanti beni confiscati ci sono in Piemonte e quanti sono attualmente utilizzati?

In Piemonte ci sono oltre 300 beni confiscati alle mafie. Attualmente, più dell'80% di questi beni non viene utilizzato, secondo quanto dichiarato dall'assessore Gianluca Vignale.

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