Un diciannovenne pavese è stato posto agli arresti domiciliari per aver gestito un gruppo online diffondente propaganda neofascista, neonazista e antisemita, inclusa l'apologia della Shoah. L'indagine ha portato anche a perquisizioni in diverse province italiane.
Giovane arrestato per apologia della Shoah
Le forze dell'ordine hanno arrestato un 19enne italiano residente a Pavia. L'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata disposta dalla Procura di Milano. Il giovane è accusato di aver promosso e diretto un gruppo online. Questo gruppo era dedito alla propaganda e all'istigazione a delinquere. Le motivazioni erano di discriminazione razziale e religiosa. La notizia è stata diffusa dalla Polizia di Stato.
Secondo le ricostruzioni degli investigatori della Digos di Milano, con il supporto dei colleghi di Pavia e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, il 19enne avrebbe gestito una piattaforma di messaggistica. Il nome del gruppo era «Chat Terza Posizione». Al suo interno veniva diffusa propaganda neofascista e neonazista. Erano presenti anche contenuti antisemiti. Alcuni messaggi minimizzavano la Shoah. Altri arrivavano all'apologia del genocidio ebraico.
Propaganda neofascista e suprematista online
Le indagini sono scaturite dal monitoraggio online di ambienti dell'estrema destra suprematista. Sono stati documentati episodi di esaltazione di autori di attentati. Tra questi, l'attentatore della strage di Christchurch nel 2019. Nei canali venivano condivisi materiali riconducibili alla cosiddetta “white jihad”. Si tratta di un'ibridazione ideologica tra estremismo neonazista e terrorismo jihadista. Il 19enne avrebbe anche creato un ulteriore canale. Si chiamava “Centro Studi Terza Posizione”.
Il giovane ha contribuito alla stesura di un documento ideologico. Il testo, intitolato “Manifesto della Terza Posizione”, conteneva propositi eversivi e affermazioni antisemite. L'attività di propaganda è stata amplificata anche tramite profili social personali. L'indagine ha rivelato che si arrivava all'invito di organizzare azioni concrete. Si parlava della creazione di “Squadroni d’Azione Rivoluzionaria”.
Indagini estese a livello nazionale
Contestualmente all'arresto del 19enne, sono state eseguite 14 perquisizioni. Queste sono state delegate dalle Procure di Milano, ordinaria e per i minorenni. Le perquisizioni hanno coinvolto altrettanti giovani. Nove di loro sono minorenni. Sono indagati per gli stessi reati. I loro domicili sono distribuiti in diverse province: Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.
Durante l'indagine è emerso l'esistenza di un secondo gruppo. Si chiamava “Nuova Italia”. Questo gruppo presentava contenuti simili. Alcuni partecipanti erano gli stessi della chat principale. La Digos di Pescara ha perquisito un 22enne. Era indicato come responsabile locale del gruppo. Sui social aveva mostrato armi da fuoco. Gli investigatori evidenziano le ricadute concrete dell'attività del gruppo. Alcuni membri, anche minorenni, sono stati coinvolti in episodi criminali. Questi episodi sono stati rivendicati online. Un caso riguarda un minore arrestato a Venezia nel dicembre precedente. Era accusato di addestramento con finalità di terrorismo.