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La Stellantis di Torino annuncia un'ulteriore settimana di fermo produttivo per circa mille dipendenti delle Carrozzerie di Mirafiori. La cassa integrazione, prevista dal 2 al 6 novembre, si aggiunge a periodi precedenti, sollevando preoccupazioni sindacali sulla sostenibilità occupazionale e produttiva.

Nuova settimana di stop produttivo a Mirafiori

La fabbrica Stellantis di Mirafiori, situata a Torino, si prepara ad affrontare un'altra settimana di sospensione delle attività produttive. La comunicazione aziendale riguarda le Carrozzerie dello stabilimento. Circa mille lavoratori saranno interessati da questo provvedimento.

Il periodo di cassa integrazione è fissato per l'inizio di novembre, precisamente dal 2 al 6. Questa nuova interruzione si somma a precedenti periodi di fermo. Si tratta di un'ulteriore battuta d'arresto per la produzione locale.

La decisione aziendale colpisce direttamente la linea dedicata alla produzione della Fiat 500 elettrica. La situazione desta forte preoccupazione tra i dipendenti e le organizzazioni sindacali.

Fiom Torino: "Problemi di approvvigionamento scusa poco credibile"

Le sigle sindacali, in particolare la Fiom di Torino, esprimono forte scetticismo riguardo alle motivazioni addotte dall'azienda. Edi Lazzi, segretario generale della Fiom torinese, e Gianni Mannori, responsabile Fiom per Mirafiori, hanno rilasciato dichiarazioni critiche.

Secondo i rappresentanti sindacali, la motivazione legata alla mancanza di approvvigionamento di materiale non è sufficientemente solida. Essi ritengono che il problema principale risieda nelle vendite della Fiat 500 elettrica. La produzione di un singolo modello rende la fabbrica estremamente vulnerabile a queste fluttuazioni.

«Con quest'altra settimana arriviamo a tre consecutive di cassa integrazione», hanno affermato Lazzi e Mannori. «Da qui alla fine dell'anno, purtroppo, non saranno le ultime». La previsione è di ulteriori fermi produttivi nei prossimi mesi.

La loro analisi sottolinea come la dipendenza da un unico modello produttivo aggravi inevitabilmente la situazione. Le fermate diventano una conseguenza quasi certa.

Impatto su stipendi e indotto: rischio occupazionale

Le conseguenze di questa situazione si prospettano serie e immediate. La cassa integrazione avrà un impatto diretto sugli stipendi dei dipendenti Stellantis. La riduzione dell'orario di lavoro si traduce in una minore retribuzione mensile.

Ma le preoccupazioni vanno oltre i lavoratori diretti dello stabilimento. Le aziende dell'indotto, che forniscono componenti e servizi a Mirafiori, rischiano ripercussioni ancora più pesanti. La riduzione della produzione si traduce in minori ordini per queste realtà.

Il sindacato teme una possibile perdita di posti di lavoro per i lavoratori interinali impiegati nell'indotto. Inoltre, alla scadenza degli ammortizzatori sociali, si profila il rischio concreto di chiusure aziendali e licenziamenti.

La situazione economica e occupazionale di Torino e della sua provincia è strettamente legata alla salute del polo automobilistico di Mirafiori. Un indebolimento dello stabilimento ha effetti a cascata sull'intero territorio.

Il futuro di Mirafiori: il restyling della 500 elettrica e le richieste

La Fiom guarda con particolare apprensione ai tempi previsti per il lancio di nuovi modelli. Il restyling della Fiat 500 elettrica, fondamentale per rilanciare la produzione, non è atteso prima del 2028.

Secondo le stime sindacali, anche l'arrivo di questo nuovo modello potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema dei volumi produttivi. La capacità produttiva attuale sembra eccedere la domanda del mercato per i modelli offerti.

Di fronte a questo scenario, Lazzi e Mannori lanciano un appello per un intervento congiunto. Chiedono un coinvolgimento attivo del governo, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

L'obiettivo è favorire l'arrivo di un nuovo modello o di una nuova linea di produzione a Mirafiori. Questo sarebbe cruciale per garantire la sostenibilità a lungo termine dello stabilimento.

Viene ricordata la disponibilità manifestata dall'azienda a investire a Torino. Tale disponibilità è però condizionata a una riduzione dei costi energetici. Questo aspetto apre una possibile via di dialogo con le istituzioni locali e nazionali.

«Faremo tutto ciò che servirà per portare a Mirafiori un nuovo modello e una nuova linea di produzione», concludono i rappresentanti della Fiom. La loro determinazione è chiara nel voler salvaguardare il futuro del sito produttivo e dei suoi lavoratori.

Contesto industriale e geografico

Lo stabilimento di Mirafiori, situato nella periferia sud-ovest di Torino, rappresenta uno dei pilastri storici dell'industria automobilistica italiana. Fondato nel 1939, ha visto passare generazioni di operai e ha prodotto milioni di veicoli, diventando un simbolo del boom economico del dopoguerra.

La sua attuale configurazione produttiva, sotto l'egida del gruppo Stellantis nato dalla fusione tra FCA e PSA, si concentra oggi su modelli specifici, tra cui la Fiat 500 elettrica. La transizione verso l'elettrico e le sfide globali del settore pongono nuove e complesse sfide per stabilimenti storici come Mirafiori.

Torino, capoluogo del Piemonte, ha una forte vocazione industriale, con l'automotive come settore trainante per decenni. Le dinamiche che interessano Stellantis a Mirafiori hanno quindi un impatto significativo sull'economia regionale e nazionale, influenzando l'occupazione, l'indotto e le politiche industriali.

La richiesta di un nuovo modello e di una nuova linea produttiva risponde alla necessità di diversificare e modernizzare l'offerta, adattandosi alle mutevoli esigenze del mercato e alle normative ambientali sempre più stringenti. La ricerca di una riduzione dei costi energetici, menzionata dall'azienda, è un fattore chiave per la competitività degli stabilimenti europei nel contesto globale.