Iren registra un calo dei ricavi e dell'utile nel primo trimestre 2026, ma conferma le previsioni finanziarie per l'anno. La solidità del business regolato sostiene la strategia del gruppo.
Ricavi e utile netto in flessione nel primo trimestre
Il gruppo Iren ha comunicato i risultati finanziari relativi al primo trimestre dell'anno 2026. I ricavi consolidati, aggiornati al 31 marzo, si attestano a 1,8 miliardi di euro. Questo dato rappresenta una diminuzione del 13,3% se confrontato con il medesimo periodo dell'anno precedente.
Diversi fattori hanno contribuito a questa flessione. La riduzione dei prezzi delle materie prime ha inciso per oltre 50 milioni di euro. Inoltre, i minori volumi nelle forniture di energia hanno comportato un impatto negativo di oltre 200 milioni di euro. Anche le attività legate all'efficienza energetica hanno registrato un calo, quantificabile in circa 30 milioni di euro.
Ebitda stabile, ma utile netto in calo del 5%
Il margine operativo lordo, noto come ebitda, si posiziona a 417,8 milioni di euro. Questo valore risulta sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente, con una variazione dello -0,2%. L'utile netto di gruppo, attribuibile agli azionisti, ammonta a 129 milioni di euro. Si tratta di una diminuzione del 5%.
Questa riduzione dell'utile netto è attribuibile principalmente a maggiori costi per ammortamenti e accantonamenti destinati al fondo svalutazione crediti. Nonostante la flessione dell'utile, il margine operativo lordo (ebitda) si conferma solido, attestandosi a 418 milioni di euro, in linea con i risultati dello stesso periodo dell'anno precedente.
Confermata la guidance finanziaria per il 2026
Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del gruppo Iren, ha commentato i risultati trimestrali. Ha sottolineato come questi pongano solide basi per la crescita attesa nei prossimi mesi. La performance è supportata dal contributo delle attività regolate e semi-regolate, che rappresentano il 73% dell'ebitda. Viene inoltre evidenziata la continua disciplina nell'esecuzione del piano industriale.
«La guidance viene pienamente confermata», ha dichiarato Dal Fabbro. Le previsioni indicano un ebitda in aumento del +4% a fine 2026. Gli investimenti previsti si aggirano intorno ai 950 milioni di euro. L'utile netto atteso a fine anno dovrebbe crescere del +3% rispetto al 2025. Questi dati confermano la robustezza della strategia industriale e finanziaria del Gruppo.
Gianluca Bufo, amministratore delegato e direttore generale, ha aggiunto che la generazione di cassa rimane robusta. Questo permette di finanziare interamente gli investimenti del periodo, pari a oltre 190 milioni di euro. Al contempo, si preserva un profilo di indebitamento equilibrato, in linea con gli obiettivi di piano.