Le aziende di Torino vivono un'altalena economica. Dopo un primo semestre di ripresa, il futuro appare incerto a causa di fattori internazionali e costi elevati. Le previsioni indicano un rallentamento per la seconda metà del 2026.
Incertezza economica frena le aziende torinesi
Le attività produttive di Torino navigano in acque agitate. Il primo semestre del 2026 ha mostrato segnali di ripresa. Tuttavia, la seconda parte dell'anno si prospetta carica di incognite. Questa situazione emerge da un'analisi condotta dall'Ufficio studi di Api Torino. L'economia locale risente ancora di tensioni globali. Anche il costo del denaro e una domanda debole pesano sulle prospettive.
Fabrizio Cellino, presidente di Api Torino, sottolinea la gravità del momento. «Viviamo una fase di forte incertezza economica e geopolitica», afferma. Questa instabilità mina la fiducia delle imprese. Inoltre, scoraggia gli investimenti necessari per la crescita. Cellino sollecita interventi mirati. Chiede politiche economiche espansive. Sono necessarie anche facilitazioni nell'accesso al credito. Occorrono misure concrete per sostenere il settore manifatturiero. Bisogna anche promuovere attivamente l'innovazione tecnologica.
Primi sei mesi del 2026: segnali contrastanti
I dati relativi ai primi sei mesi del 2026 offrono un quadro complesso. La produzione ha registrato un saldo positivo. Si attesta al +10,6%, indicando una ripresa. Anche il fatturato ha visto un incremento. Ha raggiunto il +2,3%. Tuttavia, gli ordini rimangono in territorio negativo. Il dato è del -1,6%. Questo segnala una persistente debolezza del mercato. Il settore degli impianti e delle attrezzature ha guidato la crescita. Ha mostrato maggiore dinamismo rispetto ad altri comparti.
La propensione agli investimenti ha subito una battuta d'arresto. La percentuale di imprese che hanno deciso di investire è scesa. Passa dal 51,5% al 39%. Diversi fattori contribuiscono a questo rallentamento. L'incertezza internazionale gioca un ruolo chiave. La crisi del settore automobilistico crea ulteriori difficoltà. Anche i ritardi nell'attuazione degli incentivi per la Transizione 5.0 penalizzano le decisioni di spesa. Sul fronte occupazionale, si osserva un lento miglioramento. L'impiego cresce gradualmente. Contemporaneamente, diminuisce il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Previsioni negative per il secondo semestre
Le prospettive per la seconda metà del 2026 dipingono un quadro meno roseo. Api Torino prevede una nuova flessione. Riguarderà la produzione e gli ordini. Il fatturato dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile. Anche l'occupazione dovrebbe restare invariata. Le aspettative degli imprenditori sugli ordini sono in calo. Si attestano al -7%. Quelle sulla produzione scendono al -2,2%. Il saldo tra imprenditori ottimisti e pessimisti è negativo. Si posiziona a -13,1%.
Anche gli investimenti mostrano un ulteriore rallentamento. Solo il 25,6% delle imprese pianifica nuovi progetti entro la fine dell'anno. Questa percentuale si riduce ulteriormente. Scende al 22% per le micro e piccole aziende. Le imprese di maggiori dimensioni, con almeno 50 dipendenti, mostrano maggiore propensione. Il 50% di esse prevede nuovi investimenti. Il quadro generale conferma una fase di marcata prudenza. Molte aziende attendono condizioni economiche più favorevoli prima di impegnarsi in nuove iniziative.
Politiche economiche espansive richieste
La situazione richiede risposte politiche adeguate. Fabrizio Cellino ribadisce la necessità di interventi concreti. «Servono politiche economiche espansive semplici e concrete», dichiara. Queste misure dovrebbero mirare a stimolare la domanda interna. Dovrebbero anche alleggerire il carico fiscale sulle imprese. Un accesso facilitato al credito è fondamentale. Le banche dovrebbero essere incentivate a sostenere le piccole e medie imprese. Programmi di sostegno all'innovazione devono essere potenziati. Devono essere semplificati i processi burocratici. Questi aspetti sono cruciali per la competitività del tessuto produttivo torinese. La capacità di adattamento e innovazione sarà la chiave per superare questo periodo di incertezza.