Le aziende piemontesi mostrano un cauto ottimismo per il futuro, con miglioramenti in produzione, ordini e occupazione. Tuttavia, l'aumento dei costi energetici e delle materie prime rappresenta una seria preoccupazione per la redditività futura.
Attese in miglioramento per le aziende piemontesi
Le prospettive delle imprese in Piemonte per il trimestre in corso registrano un'inversione di tendenza positiva. Questo dato emerge da un'indagine condotta a settembre su circa 1.200 aziende associate a Confindustria Piemonte. L'analisi congiunturale evidenzia un ritorno a saldi positivi per diversi indicatori chiave.
L'occupazione segna un incremento del +10,7%, mentre la produzione registra un +6,7%. Anche gli ordini totali mostrano un aumento del +5,5%. Questi segnali incoraggianti sono trainati principalmente dal settore terziario. L'industria, pur tornando positiva sulla produzione con un saldo del +2,3%, mostra un quadro più eterogeneo.
Preoccupazioni per i costi energetici e delle materie prime
Nonostante i miglioramenti, l'ombra dei costi energetici e delle materie prime incombe sul panorama economico regionale. La maggior parte delle aziende, il 77%, prevede aumenti significativi dei prezzi dell'energia. Questa percentuale sale all'80% nel comparto industriale, evidenziando una vulnerabilità specifica del settore.
Anche i costi delle materie prime destano allarme. Il 64% delle aziende segnala attese di rincari. Analogamente, la logistica e i trasporti vedono un aumento dei costi, indicato dal 74,7% delle imprese intervistate. Questi fattori incidono direttamente sulla redditività, che resta in territorio negativo (-6,1%), seppur in recupero.
Investimenti e utilizzo degli impianti
La propensione a investire da parte delle imprese piemontesi mostra una lieve crescita, raggiungendo il 74,8%. Questo indica una volontà di guardare avanti e potenziare le proprie strutture. Il tasso di utilizzo degli impianti e delle risorse disponibili rimane invece stabile al 77,6%.
Un dato positivo riguarda il ricorso alla cassa integrazione, che registra un lieve calo. Questo suggerisce una maggiore stabilità occupazionale e una minore necessità di ammortizzatori sociali. Tuttavia, la situazione generale rimane delicata.
Settori in ripresa e settori in difficoltà
Nel settore manifatturiero, la metalmeccanica torna a registrare un saldo positivo per la prima volta dopo dodici trimestri. Crescono anche l'industria elettrica e il settore dei macchinari. Al contrario, settori come l'automotive (-3%), la metallurgia (-11,9%) e i prodotti in metallo (-4,3%) rimangono in territorio negativo, risentendo maggiormente dell'impatto dei costi energetici.
Tra gli altri comparti, spiccano il settore alimentare con un notevole +21,7% e il cartario-grafico con +16,7%. Anche il tessile-abbigliamento mostra segnali di ripresa. Arretra invece la chimica e le manifatturiere varie. Il terziario conferma la sua dinamicità, con settori come ICT, servizi alle imprese, utility e trasporti in buona salute. Particolarmente marcata la crescita nel commercio e nel turismo, che passa da +1,6% a +10,8%.
Transizione sostenibile e competitività
Un focus specifico dell'indagine è dedicato alla transizione sostenibile. Le imprese identificano l'instabilità geopolitica come il principale fattore di rischio. Al contrario, l'innovazione viene vista come la leva fondamentale per mantenere la competitività sul mercato.
Nei prossimi anni, si prevede un aumento dell'attenzione verso lo sviluppo di prodotti e servizi legati alla green economy. Questo indica una crescente consapevolezza dell'importanza della sostenibilità ambientale per il futuro delle aziende.
Dichiarazioni del presidente di Confindustria Piemonte
Il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto, ha commentato i risultati dell'indagine. «L'analisi dei dati deve essere positiva nella contingenza, ma non possiamo negare come i dati tendenziali contengano vari elementi di allarme», ha dichiarato. Ha sottolineato in particolare il costo dell'energia e dei carburanti come criticità.
Amalberto ha aggiunto che le imprese stanno lavorando per conservare produzione e occupazione. Tuttavia, ha avvertito che ciò avviene «in uno scenario che non fornisce alcuna garanzia». Questo sottolinea la precarietà della situazione economica attuale.