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Il settore edile torinese teme un futuro incerto dopo la fine del Pnrr. Le imprese chiedono una strategia di lungo termine e chiarezza sul nuovo Piano Regolatore per attrarre investimenti.

Preoccupazione per il futuro del settore edile

La conclusione delle risorse del Pnrr genera ansia nel comparto delle costruzioni. L'Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) di Torino ha lanciato un appello. Si richiede una visione strategica duratura. L'obiettivo è mantenere viva la spinta degli investimenti recenti.

Il Pnrr ha offerto un'opportunità di crescita. Tuttavia, le aziende temono un vuoto di politiche industriali. Questo preoccupa una volta esauriti i fondi europei. Il Comune di Torino ha gestito bene le risorse. Ora serve una visione di sviluppo. Questa visione deve attrarre capitali privati. Deve permettere una programmazione futura.

Il settore necessita di regole stabili. Serve una programmazione chiara. Questo consentirà alle imprese di investire. Gli investimenti riguardano innovazione e formazione. La sostenibilità è un altro punto chiave. L'orizzonte temporale deve essere di cinque o dieci anni.

Piano Regolatore: attesa e incertezze

Un'altra grande incognita è il nuovo Piano Regolatore di Torino. La presidente dell'Ance, Paola Orsini, lo definisce uno strumento rivoluzionario. Affinché diventi un'opportunità concreta, è necessario superare la fase di transizione. L'associazione chiede al Comune tempi certi. Si attendono le linee guida applicative. Anche il regolamento edilizio è fondamentale. I meccanismi di perequazione devono essere definiti.

Questi elementi sono indispensabili. Sbloccheranno gli interventi edilizi. Daranno certezze agli operatori del settore. Il periodo di salvaguardia attuale frena le iniziative. Questo è legato al nuovo Piano Regolatore. L'aumento dei costi di costruzione aggrava la situazione. Si alimenta un clima di prudenza generale.

L'Ance ha indicato altre priorità. Il completamento delle grandi opere è cruciale. Tra queste, la Torino-Lione e il Parco della Salute. Anche la Tangenziale Est e la Linea 2 della metropolitana sono importanti. Il recupero di aree dismesse è un altro punto. Si pensi al Palazzo del Lavoro e alla Manifattura Tabacchi. Questi interventi sono vitali. Favoriscono la rigenerazione urbana. Attirano nuovi investimenti.

Dati e segnali contrastanti nel settore

I dati disponibili mostrano una sostanziale tenuta. Emergono però segnali contrastanti. Al 31 dicembre 2025, sono stati aggiudicati 1,325 miliardi di euro. I fondi previsti dal Pnrr erano 1,9 miliardi. Il 52% delle gare è stato vinto da imprese torinesi. La Cassa Edile segnala un aumento. La massa salari è cresciuta del +4,1%. Le ore lavorate sono aumentate del +3,5%. Tuttavia, il numero delle imprese è diminuito del -9,9%.

Questi numeri evidenziano una situazione complessa. Da un lato, c'è attività e occupazione. Dall'altro, si registra una contrazione del tessuto imprenditoriale. La mancanza di prospettive chiare pesa sulle decisioni. Le imprese cercano stabilità e visibilità.

La richiesta di una strategia di lungo periodo è forte. Le imprese edili torinesi vogliono pianificare investimenti. Vogliono farlo con sicurezza. Il nuovo Piano Regolatore deve diventare operativo presto. Solo così si potrà dare un nuovo impulso al settore. La collaborazione tra pubblico e privato è essenziale. Serve un impegno congiunto per il futuro.