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La storica collana Einaudi Stile Libero celebra trent'anni di attività. Fondata con un approccio editoriale a tutto tondo, ha lanciato autori di successo e sperimentato nuovi linguaggi, diventando un punto di riferimento nel panorama letterario.

Trent'anni di successi editoriali

La collana Einaudi Stile Libero festeggia un traguardo importante: trent'anni di pubblicazioni. Nata nel 1996, ha introdotto un nuovo modo di concepire i libri. Ha saputo evolversi costantemente, mantenendo una crescita continua nel settore editoriale. Il suo percorso è iniziato con opere significative come Gioventù cannibale. Oggi continua a proporre titoli di rilievo, tra cui L'amore mio non muore di Roberto Saviano e Il custode di Niccolò Ammaniti.

Anche Principio metà fine di Valeria Luiselli rientra tra le pubblicazioni di successo. La collana ha dimostrato una notevole capacità di adattamento. Ha saputo intercettare le tendenze del mercato e le esigenze dei lettori. Questo le ha permesso di rimanere rilevante per tre decenni.

Le origini e la visione di Repetti

Paolo Repetti, fondatore e direttore della collana, ha condiviso alcuni aneddoti sulla sua nascita. «L'avventura è iniziata in modo abbastanza rocambolesco», ha affermato Repetti all'ANSA. Lui e Severino Cesari, scomparso nel 2017, avevano collaborato in precedenza con la casa editrice Theoria. Di fronte a una forte crisi economica, proposero a Einaudi una collana innovativa.

L'idea era quella di esplorare forme, temi e linguaggi inediti per l'epoca. Questi si discostavano dall'offerta tradizionale della casa editrice. La proposta mirava a un approccio editoriale più ampio e diversificato. La visione era quella di un'editoria «a 360 gradi».

I primi successi e l'intuizione editoriale

Il lancio avvenne con due opere molto diverse tra loro. E l'alluce fu di Roberto Benigni ottenne un enorme successo commerciale. Parallelamente, Gioventù cannibale riscosse un tale apprezzamento da essere ancora oggi oggetto di studio universitario. Questa combinazione iniziale dimostrò la validità della proposta.

L'intuizione fondamentale, secondo Repetti, fu quella di creare una collana senza distinzioni rigide. Non si voleva separare narrativa italiana e straniera, né saggistica o altri generi. L'obiettivo era fare «editoria a 360 gradi». Questa strategia ha permesso alla collana di prosperare per trent'anni. Ha continuato a crescere nel complesso mondo editoriale. Ancora oggi, propone titoli eterogenei come Ancora vita di Viola Ardone e Strani disegni di Uketsu.

Innovazione e formati: dalla videocassetta alla grafica

La collana ha sperimentato anche con formati non tradizionali. Un esempio notevole fu la produzione di una videocassetta sulla Smorfia. Nata da un'idea di Lello Arena, in memoria di Massimo Troisi, inizialmente si pensava a un piccolo libro. Tuttavia, la qualità dei testi raccolti suggerì un formato diverso. La videocassetta divenne un successo straordinario, vendendo circa 500mila copie. Una parte significativa, circa il 20%, fu venduta solo a Napoli.

I primi titoli di Stile Libero erano spesso esplorativi e di nicchia. Tra questi, Fuori tutti, una raccolta di fotografie di adolescenti nelle loro stanze. Anche il diario epistolare di Norman e Monique, nato online, rappresentò una sperimentazione. Repetti ricorda il primo vero titolo come Consigli a un giovane scrittore di Vincenzo Cerami. Esprime gratitudine a Cerami per aver creduto in una collana ancora inesistente.

La collana nacque in un periodo fertile per la piccola editoria. Si stavano affermando nuovi linguaggi e la critica letteraria aveva un peso notevole. La discussione attorno ad antologie come Gioventù cannibale attirò l'attenzione. La divisione tra critici favorevoli e contrari accese il dibattito.

Evoluzione del formato e della grafica

Per il trentennale, non sono previste nuove edizioni celebrative. La maggior parte dei titoli è ancora disponibile in commercio. L'obiettivo non è creare un'operazione nostalgica. Negli anni, la collana ha subito trasformazioni significative. Inizialmente parte della serie Tascabili Einaudi, ne condivideva formato e prezzo. Per far fronte alla concorrenza e ai costi, intorno al 2001 si decise di cambiare.

Il formato e la grafica subirono una revisione completa. Le copertine, originariamente disegnate da Tullio Pericoli su sfondo bianco, furono ridisegnate. Con l'arrivo di Riccardo Falcinelli come consulente grafico, le copertine divennero a pagina intera. Questo cambiamento segnò l'ingresso nell'editoria «di serie A». Forse si perse un po' dello spirito «da contrabbandieri» iniziale. Oggi, la collana si posiziona come fucina di scoperte e casa di grandi autori.

Domande frequenti

Quali sono stati i primi libri pubblicati da Einaudi Stile Libero?

I primissimi titoli includono E l'alluce fu di Roberto Benigni e Gioventù cannibale. Successivamente, Consigli a un giovane scrittore di Vincenzo Cerami è considerato il primo vero titolo della collana.

Chi ha fondato Einaudi Stile Libero?

La collana è stata fondata da Paolo Repetti insieme a Severino Cesari. Repetti ha continuato a dirigerla anche dopo la scomparsa di Cesari.

Qual è stata l'intuizione principale dietro Einaudi Stile Libero?

L'intuizione principale è stata quella di creare una collana che facesse «editoria a 360 gradi», senza distinzioni rigide tra generi o provenienza geografica degli autori. L'obiettivo era proporre un'offerta editoriale ampia e diversificata.

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