I consultori familiari di Torino offrono servizi di alta qualità, specialmente per la maternità, ma soffrono di scarsa affluenza e conoscenza, soprattutto tra i giovani. L'assessore Rosatelli propone un rilancio attraverso le case di comunità e un maggiore coinvolgimento femminile.
Servizi apprezzati ma con poca affluenza
Nel corso del 2023, i consultori della città di Torino hanno fornito assistenza a 23.704 persone. Questo dato rappresenta il 2,8% della popolazione residente. La maggior parte degli utenti sono donne in età fertile. Oltre il 50% delle prestazioni erogate riguarda il percorso nascita. Nonostante l'alta qualità del servizio, specialmente nell'assistenza alla gravidanza, la loro diffusione è limitata. Si registra un consultorio ogni 86.000 abitanti. Questo riduce la loro funzione di presidio territoriale di prossimità. Queste informazioni provengono dal rapporto 2025 dell'Osservatorio sulla Salute delle Donne di Torino.
Scarsa conoscenza e target giovanile
Il report evidenzia anche un dato nazionale. La percentuale di donne che utilizzano questi servizi è inferiore alla media nazionale. Tuttavia, la presenza di cittadine straniere è elevata, costituendo il 42,5% degli utenti. I consultori risultano poco conosciuti. Questo fenomeno è particolarmente marcato tra le donne più giovani. Chi li frequenta, però, li descrive come luoghi di ascolto e continuità. Sono capaci di accogliere bisogni complessi senza giudizio. Le operatrici sono considerate il cuore del servizio. Garantiscono professionalità e un buon ambiente lavorativo, nonostante le difficoltà logistiche.
Proposte per il rilancio dei consultori
L'assessore al Welfare, Jacopo Rosatelli, ha commentato il report. Ha sottolineato che i consultori rappresentano una risposta ancora importante. Tuttavia, necessitano di cambiamenti per adeguarsi ai tempi e alle esigenze. È fondamentale salvaguardare questo modello. Bisogna integrarlo nelle case di comunità. Mantenere il principio di prossimità è cruciale. Si potrebbero esplorare forme di relazione più leggere con la cittadinanza femminile. L'obiettivo è anche quello di raggiungere la popolazione giovanile. È necessario intercettare precocemente la domanda di salute sessuale e riproduttiva delle ragazze. A volte, la crisi dei consultori deriva da una domanda insufficiente. Dobbiamo saperla stimolare. Questi luoghi multidisciplinari sono essenziali per la salute pubblica.
Domande frequenti
Perché i consultori familiari di Torino sono poco frequentati nonostante l'apprezzamento?
I consultori di Torino, pur offrendo servizi di alta qualità, sono poco diffusi sul territorio (un consultorio ogni 86.000 abitanti) e risultano poco conosciuti, specialmente dalle fasce più giovani della popolazione. Questo limita la loro funzione di prossimità e l'accesso ai servizi.
Quali sono le proposte per migliorare la frequentazione dei consultori torinesi?
L'assessore Jacopo Rosatelli propone di integrare i consultori nelle case di comunità, mantenere il principio di prossimità attraverso nuove forme di relazione con le cittadine e puntare maggiormente sulla popolazione giovanile. L'obiettivo è stimolare la domanda e valorizzare questi spazi multidisciplinari essenziali.