Condividi

Il celebre regista Bong Joon Ho ha ricevuto la Stella della Mole a Torino, esprimendo ispirazione dalla città e condividendo riflessioni sul suo cinema, sull'intelligenza artificiale e sui progetti futuri.

Bong Joon Ho celebra Torino e la sua ispirazione

Il regista sudcoreano Bong Joon Ho è tornato a Torino. La città è fonte di grande ispirazione per il cineasta, noto per il suo film premio Oscar Parasite. Ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Stella della Mole dal Museo Nazionale del Cinema. Durante la sua visita, ha condiviso pensieri sui suoi futuri progetti cinematografici e sull'impatto dell'intelligenza artificiale.

Il suo cinema esplora spesso creature fantastiche e mostri. Questi elementi servono a portare alla luce paure ed emozioni profonde. Il regista vede nei mostri uno strumento narrativo potente. Permettono ai personaggi di confrontarsi con se stessi.

I mostri come specchio dell'umanità

«Il mostro fa emergere la paura», ha spiegato Bong Joon Ho. «Attraverso la paura, il personaggio diventa sincero con se stesso. La natura umana si rivela tramite il mostro». Questa visione guida anche il suo prossimo lavoro. Il film presenterà creature ibride, metà marine e metà umane. Non saranno solo calamari o serpenti, ma personaggi immersi in ambienti naturali isolati. L'atmosfera sarà simile a quella di un documentario del National Geographic.

La masterclass tenuta al Cinema Massimo con il direttore del Museo, Carlo Chatrian, ha approfondito questi temi. Il regista ha sottolineato come la paura sia un catalizzatore per l'autenticità. Le creature fantastiche diventano metafore per esplorare la psiche umana.

Intelligenza artificiale: opportunità e rischi

Bong Joon Ho ha anche discusso del futuro e dell'intelligenza artificiale (IA). La considera uno strumento utile, specialmente per chi ha risorse economiche limitate per la produzione cinematografica. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per i potenziali rischi. Questi includono questioni di copyright e la protezione del lavoro creativo. «Ci sta sfuggendo di mano», ha avvertito il regista.

Con un pizzico di amara ironia, ha commentato il rapporto tra esseri umani e tecnologia. «Mi rattrista pensare che l'IA ci osservi e ci consideri polli», ha affermato. La sua visione è cauta ma aperta alle potenzialità dell'IA. Sottolinea la necessità di un approccio etico e consapevole.

Torino, una musa per il cinema

Il regista ha ritrovato a Torino una città che lo aveva affascinato già nel 2003. All'epoca, fu premiato dal pubblico. I portici, il fiume Po e la Mole Antonelliana sono diventati per lui spunti per possibili scenografie cinematografiche. «È una città che mi offre molta ispirazione», ha dichiarato. Ha persino immaginato un mostro che si insinua tra i portici, distruggendoli.

La sua connessione con Torino è profonda. La città offre un paesaggio urbano e naturale ricco di suggestioni visive. L'architettura e l'atmosfera della città stimolano la sua creatività. Immagina storie che si intrecciano con i suoi luoghi iconici.

Progetti futuri e nuove sfide

Guardando al futuro, Bong Joon Ho non esclude nuovi progetti. Appena compiuti 57 anni, desidera realizzare film più «piccoli, d'impatto, densi come il caffè espresso». Attualmente, segue come consulente lo sviluppo della serie televisiva tratta da Parasite. Sta anche lavorando a un nuovo progetto cinematografico, previsto per l'anno prossimo.

La sua carriera continua a evolversi. Cerca nuove forme espressive e tematiche. L'obiettivo è creare opere che risuonino con il pubblico in modo intenso e memorabile. La sua passione per il cinema rimane viva e vibrante.