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Nuovi scavi a Tivoli hanno portato alla luce un'importante iscrizione. Il ritrovamento conferma l'identità di una basilica menzionata dallo storico Svetonio. Questo conferma la rilevanza storica del Santuario di Ercole Vincitore.

Nuova luce su un sito archeologico

Indagini archeologiche nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli hanno portato a una scoperta significativa. L'Istituto Villa Adriana e Villa d'Este ha condotto le ricerche. Il ministero della Cultura ha finanziato il progetto. La Sapienza Università di Roma ha collaborato all'iniziativa. È emerso un blocco di architrave in travertino. Questo elemento presenta parte di un'iscrizione monumentale. Le lettere visibili sono [BA]SILICAM DE[---].

L'iscrizione risale all'epoca dell'imperatore Augusto. Si colloca tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C. Questa scoperta è considerata una prova decisiva. Conferma che un edificio individuato oltre trent'anni fa è effettivamente una basilica. Si tratta di un grande spazio pubblico coperto. Era destinato a diverse funzioni. Queste includevano attività amministrative e giudiziarie.

Svetonio e la giustizia di Augusto a Tivoli

Il ritrovamento getta nuova luce su un passo dello storico Svetonio. Nelle sue opere, Svetonio menziona Augusto. Lo storico descrive come l'imperatore frequentasse luoghi di ritiro. Tra questi figurano le località marine della Campania. Anche città vicine a Roma come Lanuvio, Preneste e Tivoli. Svetonio ricorda che Augusto amministrava la giustizia a Tivoli. Lo faceva nei portici del tempio di Ercole. La citazione esatta è: "Ex secessibus praecipue frequentavit maritima insulasque Campaniae aut proxima urbi oppida, Lanuvium, Praeneste, Tibur, ubi etiam in porticibus Herculis templi persaepe ius dixit".

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha commentato l'importanza della scoperta. Ha definito il rinvenimento di straordinaria importanza scientifica. Permette di identificare con certezza la basilica. Questo spazio pubblico è uno dei più significativi del complesso. Restituisce chiarezza alla sua articolazione monumentale e funzione. La scoperta offre un riscontro concreto alle fonti antiche. Il passo di Svetonio trova ora una corrispondenza tangibile. Si può immaginare una dimensione inedita dei luoghi. La consapevolezza storica del sito aumenta notevolmente.

Un contesto di scavo eccezionalmente conservato

Il ministero ha ulteriormente spiegato il contesto della scoperta. Si inserisce in uno scavo ben conservato. A circa tre metri sotto il livello attuale sono emersi estesi livelli di crollo. Questi potrebbero essere stati causati da un terremoto in età tardoantica. Gli strati, sigillati per secoli, hanno restituito materiali ricchi e integri. Tra questi figurano ceramiche, elementi architettonici in terracotta. Sono state trovate anche iscrizioni su lastre di marmo. Non mancano oggetti in metallo, rilievi scultorei e frammenti di intonaco dipinto.

Particolarmente rilevante è il ritrovamento di un anello in bronzo. Presenta iscrizioni incise. Le pitture murali sui muri crollati sono riconducibili al secondo e terzo stile pompeiano. Ciò indica che l'edificio era riccamente decorato già nella prima età imperiale. L'immagine che emerge è quella di uno spazio di rappresentanza di alto prestigio.

Materiali che raccontano la storia del sito

Tra i materiali rinvenuti ci sono anche bolli sui mattoni. Riportano i nomi dei produttori C. Naevius Asc(lepiades?) e P. Decumius. Questi artigiani erano attivi tra la tarda età repubblicana e l'inizio dell'età imperiale. Sono stati trovati diversi frammenti di lastre Campana. Si tratta di decorazioni architettoniche in terracotta. Una scena raffigura la contesa per il tripode di Delfi tra Apollo ed Eracle. Questi elementi sono confrontabili con esemplari dalla Casa di Augusto sul Palatino.

Gli strati successivi al crollo hanno restituito abbondante ceramica. Questa è databile tra il V e il VI secolo d.C. Include sigillata africana, lucerne e anfore da trasporto. Questi reperti attestano la persistenza di attività nel sito anche in epoche successive. La ricchezza dei ritrovamenti continua a fornire preziose informazioni sulla storia di Tivoli.

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