Lite fatale a Mentana per motivi di gelosia
Un uomo di 46 anni ha perso la vita a Mentana, in provincia di Roma, a seguito di una violenta aggressione. I fatti si sono verificati nelle prime ore di sabato 27 giugno.
L'episodio è scaturito da una lite tra due uomini, le cui cause sembrano essere riconducibili a questioni di gelosia. L'intervento dei Carabinieri ha portato all'arresto di un 49enne, gravemente indiziato del delitto.
I soccorsi e la scoperta del decesso
L'allarme è scattato intorno alle ore 05:00 del mattino. I militari della Stazione di Mentana, allertati dal personale del 118, sono intervenuti in via di Sant’Antonio per sedare una discussione in corso.
Giunti sul posto, i Carabinieri hanno trovato la vittima, un 46enne, a terra in condizioni disperate. Il personale medico intervenuto ha constatato la gravità della situazione.
Nonostante il rapido trasferimento in codice rosso presso l'ospedale di Monterotondo, l'uomo è deceduto a causa delle ferite riportate. Sul luogo dell'aggressione è stato identificato un 49enne, ritenuto responsabile dell'attacco.
La ricostruzione dei fatti
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Tivoli e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo e della Stazione di Mentana, hanno permesso di ricostruire la dinamica dell'evento.
Secondo le prime ricostruzioni, il 49enne, alla guida della sua auto, avrebbe notato la vittima mentre conversava con una giovane donna. Da accertamenti successivi, è emerso che l'aggressore e la donna avevano avuto una breve relazione sentimentale, conclusasi poche settimane prima.
L'uomo, accecato dalla gelosia, sarebbe sceso dal veicolo e, presumibilmente sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, si sarebbe avventato sul 46enne. L'aggressione, caratterizzata da calci e pugni, ha fatto cadere la vittima a terra, provocandone la morte.
L'arresto e il trasferimento in carcere
Al termine delle procedure di rito, il 49enne è stato arrestato. La Procura della Repubblica di Tivoli ha disposto il suo trasferimento presso il carcere di Regina Coeli a Roma.
Le autorità ribadiscono che l'uomo è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva, in linea con le garanzie previste dalla legge.
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