La situazione dei trasporti in Umbria è al centro di un acceso dibattito politico. Enrico Melasecche, capogruppo Lega Umbria, critica duramente l'assessore regionale De Rebotti per le sue dichiarazioni riguardo la soppressione di un treno e l'accesso alla Direttissima.
Critiche alla gestione dei trasporti regionali
La situazione delle infrastrutture e dei trasporti in Umbria è peggiorata nell'ultimo anno e mezzo. I pendolari lamentano un caos senza precedenti nella regione. Enrico Melasecche, capogruppo Lega Umbria, contesta la strategia di De Rebotti. Quest'ultimo parte da un problema tecnico interno a Trenitalia. Si tratta della soppressione del treno delle 17 da Roma a Terni. De Rebotti attacca il Ministro, accusandolo di non averlo informato. Melasecche definisce queste accuse «al ridicolo».
Gli esponenti del «campo largo» cercano pretesti per giustificare la loro inadeguatezza. Affrontare settori complessi richiede professionalità e capacità gestionali. Serve coraggio per superare le difficoltà in cui versava l'Umbria a fine 2019. La giunta Tesei e Melasecche stesso hanno svolto un lavoro notevole. Questo è riconosciuto da chiunque conosca il settore.
Nuovi treni e accesso alla Direttissima
Intanto, stanno arrivando i 12 treni Alstom da 200 km/h. Questi erano stati ordinati in precedenza per sostituire i regionali attuali. Questi ultimi sono obsoleti rispetto ai treni da 160 km/h proposti da Trenitalia. L'Art, Autorità per la regolamentazione dei trasporti, nominata sette anni fa dal ministro M5S Toninelli, è in scadenza. L'Art sta emettendo decreti sull'accesso alla Direttissima. Questi decreti favoriscono i treni privati dell'Alta velocità. Vengono penalizzati i nuovi treni regionali. Questi ultimi sono stati acquistati con la garanzia di accesso alla Direttissima a 200 km/h.
Melasecche invita De Rebotti e Pavanelli a confrontarsi con il presidente dell'Art. Devono ribadire i risultati ottenuti dall'assessore regionale e le battaglie combattute. Le normative europee vanno rispettate. Tuttavia, l'Art sta agendo in modo affrettato. La sua delibera riduce la capacità di accesso alla Direttissima. Questo genera ritardi a cascata.
Accuse di retroattività e mancata gradualità
De Rebotti si concentra su un singolo treno, un dettaglio trascurabile. Il settore dei trasporti è soggetto a sabotaggi e problemi tecnici. L'assessore dovrebbe invece svolgere il suo ruolo. Deve essere credibile e affidabile. Deve trattare con autorevolezza ai tavoli regionali e nazionali. Soprattutto, deve interfacciarsi con l'Autorità indipendente. L'Umbria non può tornare all'isolamento dopo i progressi compiuti. L'Art emette una delibera che regola il periodo transitorio in modo più penalizzante del regolamento europeo. I contratti esistenti non sono carta straccia. Gli accordi per i nuovi treni, orgoglio dell'amministrazione di centrodestra, non possono essere ignorati. L'applicazione retroattiva di soglie più restrittive è inaccettabile. Questo vale per accordi quadro già sottoscritti. Le imprese ferroviarie e le regioni hanno fatto affidamento su questi accordi. Hanno pianificato investimenti basati sulla capacità garantita. C'è un'altra incompatibilità tra il nuovo regolamento UE e la delibera dell'Art. Riguarda il profilo temporale di entrata in vigore. Il regolamento UE prevede che il primo orario disciplinato dalla nuova normativa inizi il 14 dicembre 2030. La delibera dell'Art, al contrario, non prevede alcuna gradualità nell'applicazione delle misure.
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