L'Umbria eccelle per qualità della vita ma soffre di un esodo di laureati, attratti da stipendi più alti altrove. La Camera di Commercio lancia un piano da 28,6 milioni per invertire la tendenza.
Umbria: un paradosso tra benessere e fuga di cervelli
Nonostante l'Umbria registri indicatori positivi in molti settori, la regione fatica a trattenere i propri laureati. I dati Istat evidenziano un saldo migratorio negativo per i giovani laureati, segno di una disconnessione tra le potenzialità locali e le opportunità offerte. Il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni, sottolinea la necessità di migliorare la qualità e il valore dell'occupazione.
La regione supera la media nazionale in ben 30 dei 60 indicatori territoriali analizzati. L'istruzione e la formazione rappresentano un punto di forza, con un'alta percentuale di residenti in possesso di diploma e laureati. Anche la partecipazione al mondo del lavoro è superiore alla media nazionale. Tuttavia, questo quadro positivo stride con la realtà dei redditi.
Stipendi sotto la media e scarsa innovazione penalizzano l'Umbria
La retribuzione media annua dei dipendenti in Umbria si attesta sui 20.993 euro, significativamente inferiore alla media del Centro Italia e nazionale. Questo divario salariale si riflette anche sul fronte dell'innovazione, con un numero inferiore di domande di brevetto rispetto alla media italiana. Anche il peso degli addetti nei settori culturali risulta meno marcato.
Il finanziamento alla Ricerca e Sviluppo in Umbria è prevalentemente legato a enti pubblici. Il confronto sulla mobilità dei laureati è ancora più netto: nel 2023, l'Umbria ha registrato un saldo migratorio di -14,7 per mille, a fronte di un dato positivo in Toscana. Dal 2019 al 2025, la regione ha perso circa 2.700 laureati.
La Camera di Commercio vara un piano per trattenere i talenti
Per contrastare questa tendenza, la Camera di Commercio dell'Umbria ha approvato un programma pluriennale 2026-2031 da 28,6 milioni di euro. Tra gli obiettivi principali vi sono la riduzione degli interessi sui finanziamenti alle aziende, il potenziamento dell'accompagnamento verso i mercati esteri e l'introduzione di un contributo pubblico per incentivare la permanenza dei laureati. L'intenzione è di sperimentare un sostegno economico aggiuntivo per centinaia di laureati, integrando le retribuzioni offerte dalle imprese.
Il piano include anche interventi per la trasformazione digitale, il supporto all'efficienza energetica e la promozione del turismo. Si punta a migliorare prodotti e processi aziendali, superando la difficoltà nel tradurre le competenze in innovazione diffusa. La Camera di Commercio intende svolgere un ruolo attivo nel collegare borghi, eventi e produzioni locali per creare offerte turistiche competitive.
Infrastrutture e servizi: aree di miglioramento per l'Umbria
Il programma camerale affronta anche il tema delle infrastrutture, evidenziando le priorità espresse dalle imprese, come la necessità di una nuova stazione per l'alta velocità e un collegamento ferroviario più efficiente con l'aeroporto. Verranno inoltre condotti studi per ottimizzare gli orari dei trasporti pubblici e affrontare la crisi idrica che colpisce il lago Trasimeno.
Nonostante i punti di forza come la diffusione degli agriturismi e la presenza di aree verdi, l'Umbria presenta criticità anche in settori come la sicurezza sul lavoro, con un tasso di infortuni superiore alla media nazionale. Anche le perdite delle reti idriche e l'offerta di trasporto pubblico nei capoluoghi necessitano di miglioramenti. Il numero di posti letto ospedalieri ad alta assistenza risulta inoltre inferiore alla media italiana.
Il presidente Mencaroni conclude sottolineando l'importanza di uno sforzo congiunto tra istituzioni, università, imprese e parti sociali per creare un ambiente favorevole agli investimenti e all'innovazione. L'obiettivo è trasformare la già elevata qualità della vita in un'effettiva qualità delle opportunità, rendendo l'Umbria un luogo attrattivo non solo da vivere, ma anche da cui costruire il proprio futuro professionale.
Domande frequenti sull'attrattività dell'Umbria per i laureati
Perché i laureati umbri scelgono di trasferirsi altrove?
I laureati umbri tendono a trasferirsi altrove principalmente a causa di stipendi mediamente inferiori rispetto ad altre regioni italiane e a una minore offerta di opportunità lavorative qualificate e innovative. Nonostante l'Umbria offra una buona qualità della vita, le prospettive di carriera e retributive sembrano essere più allettanti in altre aree del paese o all'estero.
Quali sono le principali iniziative della Camera di Commercio per contrastare la fuga di cervelli?
La Camera di Commercio dell'Umbria ha lanciato un piano pluriennale da 28,6 milioni di euro che include misure specifiche per trattenere i talenti. Tra queste, la sperimentazione di un contributo pubblico aggiuntivo alle retribuzioni per centinaia di laureati, volto a rendere più competitive le offerte di lavoro locali. Il piano mira anche a rafforzare il sostegno alle imprese per l'innovazione, l'internazionalizzazione e la digitalizzazione, creando così un ambiente più stimolante per i professionisti qualificati.
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