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L'Umbria vara una nuova legge sulla cultura, definita il più grande investimento di sempre nella regione. L'assessore Bori sottolinea l'importanza strategica del settore per lo sviluppo e l'innovazione, con fondi triennali e un approccio partecipativo.

Nuova legge per la cultura umbra

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha dato il via libera a una nuova legge dedicata alla cultura. L'assessore Tommaso Bori ha evidenziato come questo provvedimento rappresenti un punto di svolta. Ha ricordato che l'Osce ha recentemente segnalato la cultura e le imprese creative come motori di sviluppo per la regione.

Bori ha criticato una parte del dibattito, definendola scollegata dalla realtà dei fatti. Ha poi illustrato la programmazione triennale delle risorse, che ammontano a 31 milioni di euro. Questa cifra è stata definita il più grande investimento mai realizzato in Umbria in questo ambito. Le risorse dirette di bilancio sono state raddoppiate rispetto al passato.

Sono già stati chiusi bandi per oltre 5 milioni di euro. Altri avvisi sono attivi su tematiche precedentemente inesplorate. L'assessore ha sottolineato l'invito esteso a tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, a partecipare agli incontri. La qualità della partecipazione, ha aggiunto, è stata curata dall'Università di Perugia.

Un percorso partecipativo e innovativo

Il testo della legge è stato pre-adottato dalla Giunta a novembre, dopo quasi un anno di elaborazione. Sono state organizzate presentazioni a Perugia e Terni. In queste occasioni sono state raccolte proposte di modifica. Le motivazioni per cui alcune proposte non sono state accolte sono state spiegate.

Successivamente, c'è stata l'adozione formale in Giunta e altri eventi territoriali. La discussione in Giunta ha portato alla presentazione di emendamenti specifici. Questi emendamenti sono il risultato diretto di questo percorso collaborativo. La legge è descritta come profonda e sostanziale.

Il nuovo testo abolisce normative datate per introdurre un approccio rinnovato alla cultura. Si sta definendo il ruolo che la cultura dovrà avere nella regione. Per l'amministrazione, la cultura non è un settore secondario, ma un'infrastruttura fondamentale.

Cultura come motore di innovazione e rigenerazione

L'Umbria si propone come un centro di innovazione per il settore culturale. L'obiettivo non è solo la gestione dell'esistente, ma la creazione di un sistema integrato. La cultura viene riconosciuta come un vero e proprio motore d'impresa. Oltre 4 milioni di euro sono destinati alle imprese creative, un chiaro segnale di sostegno.

La rigenerazione urbana sarà affrontata attraverso la cultura. Questo approccio mira a ridare significato a luoghi che lo hanno perso o rischiano di perderlo. La cultura è vista come un elemento dinamico, contemporaneo e capace di generare innovazione. Non si tratta solo di conservare il patrimonio ereditato.

La programmazione triennale con fondi certi mira a eliminare le incertezze. Queste ultime tendono a scoraggiare i talenti. Il messaggio è chiaro: il patrimonio culturale genera valore solo se viene attivato. Le attività culturali influenzano positivamente l'economia locale.

Sono considerate un investimento sicuro e un fattore di benessere sociale. La legge non è nata in isolamento negli uffici regionali. È il risultato di una «chiamata alle arti» che ha riunito diversi attori del territorio. Sono stati raccolti contributi e si è cercato di risolvere conflitti in un processo complesso ma necessario.

Un lavoro collettivo per il futuro

La legge quadro rappresenta il frutto di un lavoro collettivo. Essa guiderà gli interventi legislativi futuri, creando una struttura unica, solida e coerente. Molti attendono con interesse l'approvazione di questa legge e i suoi effetti concreti. Il consigliere Cristian Betti (Pd) ha definito la riforma «importante».

Betti ha aggiunto che l'atto legislativo giunge al termine di un percorso complesso che ha coinvolto molte persone, realtà ed esperti. La cultura, spesso considerata marginale, è in realtà decisiva per l'Umbria. Gli eventi culturali attraggono turisti e sono di grande interesse per i residenti.

Il percorso è stato faticoso ma stimolante per l'entusiasmo generato nella comunità. Molti hanno potuto contribuire alla stesura del testo. Le rievocazioni storiche sono una parte significativa di questa normativa più ampia. Chi ha gestito eventi culturali in passato sa quanto fosse difficile garantire i finanziamenti necessari.

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