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La cessione delle quote della società Stadium srl, legata al progetto stadio-clinica a Terni, è saltata per questioni economiche. Unicusano aveva offerto 3 milioni di euro, ma la valutazione delle partecipazioni e gli impegni finanziari imminenti complicano la situazione.

Progetto stadio-clinica: accordo saltato

La trattativa per la cessione delle quote della Stadium srl si è conclusa senza un accordo. La società di scopo, creata per realizzare il progetto stadio-clinica, era al centro di un'operazione tra Ternana calcio e Università Niccolò Cusano. Fonti attendibili indicano che ragioni economiche hanno determinato il fallimento dell'intesa tra Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e dirigente di Unicusano, e la famiglia Rizzo, proprietaria della Ternana calcio.

Lo studio notarile Clericò di Terni ha visto sfumare l'accordo. La Stadium srl, costituita l'8 maggio 2025, ha un capitale sociale di sei milioni di euro. Le azioni sono suddivise tra tre soci: i fratelli Stefano e Maurizio D’Alessandro, ciascuno con 1.440.000 azioni, e la Ternana calcio, che detiene 3.120.000 azioni.

L'offerta avanzata da Unicusano prevedeva l'acquisizione del ramo d'azienda Stadium per 3 milioni di euro. Questo importo derivava da una valutazione complessiva di 5 milioni di euro, da cui venivano detratti i 2 milioni già versati da Unicusano a via della Bardesca. Tali fondi erano destinati a coprire le spettanze federali dell'epoca.

Clausole e valutazioni economiche in gioco

La vicenda si arricchisce di dettagli legati alle clausole presenti nell'atto costitutivo della Stadium srl. Prima del fallimento della trattativa, i fratelli D’Alessandro sarebbero stati avvistati presso Palazzo Spada, suggerendo un loro coinvolgimento nella partita della cessione delle quote. Le clausole in questione sono il “tag along” (o co-vendita) e il “drag along” (o diritto di trascinamento).

Il “tag along” permette a un socio di minoranza di unirsi alla vendita della partecipazione del socio di maggioranza, alle medesime condizioni. Il “drag along”, invece, consente al socio di maggioranza di obbligare i soci di minoranza a cedere le proprie quote a un terzo acquirente, alle stesse condizioni pattuite per la propria vendita. In pratica, se la Ternana calcio decidesse di vendere le sue azioni, queste verrebbero trasferite automaticamente anche quelle di uno o entrambi i fratelli D’Alessandro.

La questione economica diventa quindi centrale. La gestione della Ternana calcio è costata alla famiglia Rizzo circa 4 milioni di euro, tra scadenze, stipendi e adempimenti fiscali. Tuttavia, questi fondi non sembrano essere stati sufficienti a risanare completamente i conti della società rossoverde, che presentano ancora debiti significativi.

I 3 milioni offerti da Unicusano non coprirebbero l'investimento finora sostenuto dalla famiglia Rizzo. A ciò si aggiunge l'imminente scadenza del 16 aprile, che richiederà un ulteriore esborso di almeno 1,5 o 2 milioni di euro per adempiere agli obblighi federali. Il mancato pagamento potrebbe comportare una pesante penalizzazione in classifica, mettendo a rischio la permanenza della squadra in Serie C.

Scadenze e convenzioni in bilico

Il futuro della Ternana calcio e del progetto stadio-clinica è legato a diverse scadenze cruciali. Oltre all'imminente pagamento federale, vi è la scadenza della “convenzione ponte” tra il Comune di Terni e la Ternana calcio per la gestione dello stadio Libero Liberati. Questo accordo, della durata di un anno, era stato stipulato immaginando la rapida avvio dei lavori di ristrutturazione dello stadio.

Tuttavia, la sentenza del Tar dell'Umbria ha bloccato l'operazione stadio-clinica, creando incertezza e preoccupazione tra le parti coinvolte. La decisione del tribunale amministrativo ha di fatto “congelato” il progetto, lasciando aperte numerose questioni legali e finanziarie.

La situazione attuale evidenzia un complesso intreccio di interessi economici, legali e sportivi. La necessità di reperire fondi per garantire la continuità della Ternana calcio si scontra con le difficoltà nel definire un accordo sostenibile per la realizzazione del progetto stadio-clinica. La famiglia Rizzo si trova di fronte a decisioni difficili, con l'obiettivo di salvaguardare il futuro della squadra e, al contempo, recuperare parte degli investimenti effettuati.

L'Università Niccolò Cusano, rappresentata da Stefano Bandecchi, sembra aver fatto un passo indietro o, quantomeno, aver rinegoziato le proprie condizioni. La valutazione di 5 milioni di euro per la Stadium srl, da cui detrarre i 2 milioni già versati, indica una cifra netta di 3 milioni per l'acquisizione. Questa offerta, tuttavia, non sembra soddisfare le aspettative della famiglia Rizzo, soprattutto considerando gli ulteriori impegni finanziari imminenti.

Il Comune di Terni, attraverso la sua amministrazione, è chiamato a gestire una situazione delicata che coinvolge aspetti urbanistici, economici e sportivi. La convenzione ponte per lo stadio Libero Liberati rappresenta un elemento temporaneo, la cui scadenza a giugno 2026 sottolinea l'urgenza di trovare una soluzione definitiva per il futuro dell'impianto sportivo e del progetto collegato.

La complessità della vicenda risiede anche nella natura stessa della Stadium srl, una società veicolo creata appositamente per l'operazione. La sua struttura societaria, con la presenza dei fratelli D’Alessandro come soci di minoranza, introduce dinamiche che vanno oltre la semplice transazione economica tra Ternana calcio e Unicusano. Le clausole di co-vendita e trascinamento potrebbero complicare ulteriormente qualsiasi accordo futuro, legando la cessione delle quote della Ternana calcio a quelle degli altri azionisti.

In sintesi, il “ballo” dei milioni a Terni continua. Le carte e i conti della vicenda stadio-clinica rivelano un quadro complesso, fatto di progetti ambiziosi, ultimatum finanziari e decisioni giudiziarie che hanno rallentato un percorso che sembrava avviato. La risoluzione di questa intricata matassa richiederà probabilmente nuovi incontri, nuove proposte e, soprattutto, una chiara visione del futuro per la Ternana calcio e per la città di Terni.

La data del 16 aprile è un punto di non ritorno per la Ternana calcio. Il mancato pagamento degli stipendi federali potrebbe portare a conseguenze sportive devastanti. La dirigenza è sotto pressione per trovare i fondi necessari, e la trattativa con Unicusano, sebbene saltata, potrebbe essere riaperta su basi differenti. La valutazione della Stadium srl e la sua effettiva capacità di generare valore nel lungo termine rimangono punti interrogativi cruciali.

L'incertezza sulla sorte dello stadio Libero Liberati, gestito tramite una convenzione ponte in scadenza, aggiunge un ulteriore livello di complessità. La sentenza del Tar dell'Umbria ha interrotto un processo che avrebbe dovuto portare alla riqualificazione dell'impianto, lasciando la struttura in uno stato di sospensione. La ripresa dei lavori e la realizzazione del progetto clinico sono ora legate a nuove decisioni e a potenziali ricorsi.

La comunità sportiva e cittadina di Terni osserva con attenzione gli sviluppi. La vicenda stadio-clinica non è solo una questione economica o legale, ma tocca le aspirazioni sportive della Ternana calcio e le prospettive di sviluppo per la città. La trasparenza e la chiarezza nelle comunicazioni saranno fondamentali per ristabilire la fiducia e per trovare una soluzione che possa beneficiare tutte le parti coinvolte.

La figura di Stefano Bandecchi, con il suo doppio ruolo di sindaco e dirigente di Unicusano, aggiunge un elemento di interesse e, potenzialmente, di conflitto di interessi che non può essere ignorato. La sua influenza sulla politica locale e sulle dinamiche economiche della città è innegabile, e la sua posizione nella trattativa stadio-clinica è stata oggetto di dibattito.

La famiglia Rizzo, dal canto suo, si trova a dover gestire un'eredità complessa. L'investimento nella Ternana calcio è stato significativo, e la necessità di recuperare parte di queste risorse è comprensibile. Tuttavia, la valutazione della Stadium srl e le condizioni di mercato attuali potrebbero rendere difficile ottenere il prezzo desiderato.

Il futuro della Ternana calcio, della Stadium srl e del progetto clinico rimane incerto. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale direzione prenderà questa complessa vicenda, con la speranza che si possa giungere a una soluzione che garantisca stabilità e sviluppo per la città di Terni.