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Il futuro economico di Terni guarda oltre l'industria, puntando sul turismo come motore di crescita. Un'iniziativa al Senato ha lanciato un "laboratorio" per sviluppare strategie turistiche connesse al territorio.

Turismo, nuova frontiera per Terni

Il rilancio economico della città di Terni passa anche attraverso una forte spinta verso il settore turistico. Questo è emerso chiaramente durante un importante convegno tenutosi a Roma, precisamente all'interno del Senato. L'evento, intitolato “La porta dell’Umbria - Strategie per un turismo connesso”, si è svolto il 24 marzo e ha visto la partecipazione di numerose figure di spicco. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione ThinkTankTerni.

A delineare la visione strategica è stato il consigliere comunale Guido Verdecchia. Egli ha aperto i lavori sottolineando un cambiamento di prospettiva fondamentale per il futuro della città. «Non possiamo basarci solo sulla grande e irrinunciabile vocazione industriale», ha dichiarato Verdecchia. «Nel futuro di Terni c'è, e deve esserci, un turismo strutturato e moderno».

Il consigliere ha evidenziato come la sede prestigiosa del Senato abbia rappresentato un luogo ideale per certificare questo cambio di paradigma. «Dobbiamo affiancare all'industria una solida crescita dell'offerta turistica», ha aggiunto. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale creare una rete efficace tra operatori del settore e istituzioni. L'idea è quella di guardare oltre i confini della provincia di Terni, stabilendo connessioni solide con realtà vicine, in particolare con Roma e le regioni limitrofe.

Secondo Verdecchia, il turismo, se opportunamente progettato e gestito, può diventare un potente volano economico. Può generare nuova ricchezza e creare opportunità concrete per i giovani del territorio. La diversificazione della strategia economica è vista come una necessità impellente per affrontare le sfide attuali e future che la città si trova ad affrontare.

Proposte concrete per valorizzare l'Umbria

Al dibattito hanno preso parte numerosi esponenti del mondo istituzionale e del settore turistico. Tra questi, il senatore Andrea Paganella, gli onorevoli Raffaele Nevi e Giorgia Latini, e l'Amministratore Delegato di ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo), Ivana Jelinic. La loro presenza ha conferito un peso significativo alle discussioni e alle proposte avanzate.

Uno dei temi centrali affrontati è stato il miglioramento dell'accessibilità dell'intera regione Umbria. Si è sottolineata l'importanza di valorizzare il patrimonio naturale e culturale del territorio, sia a livello nazionale che internazionale. L'obiettivo è quello di attrarre un flusso turistico più ampio e diversificato, capace di sostenere l'economia locale.

Non sono mancate le proposte concrete, pensate per trasformare il potenziale turistico in realtà tangibili. Tra queste, spicca il rilancio della celebre Cascata delle Marmore. Si è ipotizzato l'inserimento di un ascensore panoramico per migliorare la fruizione del sito. Inoltre, è stata avanzata la possibilità di una candidatura per il riconoscimento Unesco, un passo che aumenterebbe notevolmente il prestigio e l'attrattiva della cascata.

Altre idee innovative includono lo sviluppo della navigabilità dei fiumi Velino e Nera. Questo potrebbe aprire nuove prospettive per il turismo fluviale e le attività ricreative connesse. Si è parlato anche dello sviluppo di percorsi tematici, come cammini e ciclovie, pensati per valorizzare le bellezze paesaggistiche e naturalistiche dell'Umbria. Il turismo esperienziale è stato identificato come un settore chiave per attrarre visitatori in cerca di esperienze autentiche e personalizzate.

Un altro progetto menzionato riguarda il recupero della Fonte di San Gemini. L'idea è quella di rilanciarla in chiave termale, sfruttando le proprietà benefiche delle sue acque. Questo potrebbe creare un nuovo polo di attrazione per il turismo legato al benessere e alla salute, diversificando ulteriormente l'offerta.

Dal convegno alla fase operativa

L'evento romano non è stato concepito come un punto di arrivo, ma piuttosto come una tappa fondamentale, la «posa della prima pietra», come l'ha definita il consigliere Verdecchia. Questo sottolinea la volontà di passare rapidamente dalla teoria alla pratica, trasformando le idee discusse in azioni concrete.

Guido Verdecchia ha espresso un sentito ringraziamento all'associazione ThinkTankTerni e alla sua Presidente, Carella, per l'impegno e il lavoro svolto. Il consigliere ha definito la creazione di un «laboratorio aperto» con competenze di alto profilo come un valore inestimabile per il territorio. Questo spazio di confronto e progettazione è considerato essenziale per dare impulso allo sviluppo turistico.

Ora, il lavoro svolto in questa sede prestigiosa sbarca concretamente sul territorio. L'intenzione è quella di portare avanti i progetti emersi dal convegno, con il supporto di ThinkTankTerni. L'associazione e il consigliere si propongono come coordinatori e facilitatori. L'obiettivo è quello di mettere a sistema le energie di tutti gli attori coinvolti, sia pubblici che privati. Si tratta di unire le forze per massimizzare l'efficacia delle iniziative.

La prospettiva è chiara: trasformare le proposte discusse in cantieri attivi e opportunità turistiche reali. Il passaggio da un convegno a un piano operativo è cruciale. Si vuole creare un circolo virtuoso in cui gli investimenti nel turismo generino occupazione, sviluppo e un miglioramento generale della qualità della vita per i cittadini di Terni e dell'intera Umbria. La collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori privati è vista come la chiave per il successo di questa ambiziosa strategia.

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