La Pasqua a Terni è un'esperienza di vita da accogliere e condividere, non solo un evento religioso. Il vescovo Soddu invita a vivere concretamente la gioia della Resurrezione, annullando le distanze e creando legami autentici.
La Pasqua come novità e condivisione
La Pasqua rappresenta una costante novità. È un'esperienza sia personale che comunitaria. La gioia che ne deriva spinge a condividere questo evento trasformativo.
Si tratta di un desiderio incontenibile di raccontare. Questo desiderio nasce dall'amore. L'amore oblativo, vivo e vivificante, offre nuova energia.
Questa energia è necessaria in un mondo spesso votato alla morte. La Pasqua ci invita a portare qualcosa di totalmente diverso. È un messaggio di vita.
Vivere la Pasqua con concretezza
Oggi, la condivisione di queste esperienze sembra delegata. Viene affidata a un lavoro a distanza, quasi leggero. Il Signore insegna un approccio diverso.
Ci insegna ad annullare le distanze. Dobbiamo creare rapporti concreti di vicinanza. La Pasqua non è un semplice racconto.
È un'esperienza di vita. Va accolta e condivisa attivamente. Più la si accoglie, più si creano persone autentiche.
Si contribuisce a formare comunità capaci di umanità. Si diventa costruttori di pace. Non si tratta di ripetere la Pasqua.
Bisogna rivivere la novità della vita. Sentire il nuovo palpito che ci riattiva. È una sana circolazione interiore.
Rinascere a vita nuova
Essere rinati a vita nuova è il significato profondo. Questo è ciò che implica essere battezzati. Ogni battezzato può raccontare la propria Pasqua.
Come i protagonisti del primo giorno dopo il sabato. Se questo racconto manca, si rischia di essere come Tommaso. Tommaso era indietro di una settimana.
La sua assenza maggiore non era quella di Gesù. Era un percorso di fede incompleto. Mancava l'incontro col Risorto.
Celebrare la Pasqua significa aprirsi all'incontro. Un incontro con Gesù Risorto. Come i discepoli di Emmaus, lo si riconosce.
Gesù scompare dalla loro vista. Ma li indirizza verso la testimonianza. Li avvia verso la missione.
Questa missione appartiene a ogni discepolo. Il Signore è il Vivente. È il Signore dei vivi e dei morti.
In Lui, la morte è sconfitta. Il messaggio da costruire è la vita. Qualsiasi vita merita di essere vissuta.
La vita è vita, in sé. Gesù annulla le gradazioni. Quelle che la stoltezza umana può attribuire.
Chiediamo a Maria Santissima. Madre del Crocifisso Risorto. La gioia di accogliere e testimoniare.
Non un semplice messaggio, ma la persona viva di Gesù. Da condividere con tutti coloro che incontriamo.