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L'ex sede della Bic di Terni è destinata a diventare un centro nevralgico per l'innovazione e la ricerca. L'iniziativa mira a creare un ecosistema favorevole alle startup, con un'attenzione particolare alla sostenibilità e alla transizione energetica.

Ex Bic Terni: un nuovo centro per l'innovazione

L'area dell'ex Bic di Terni si prepara a una profonda trasformazione. L'obiettivo è quello di convertirla in un polo dedicato alla ricerca e all'innovazione. Questo ambizioso progetto vedrà la luce grazie a un accordo tra Invimit Sgr e Rse (Ricerca sul sistema energetico). La presentazione ufficiale dell'iniziativa si è tenuta a Terni durante l'incontro intitolato "Umbria: valore, sviluppo, futuro".

L'accordo siglato tra le due società a giugno pone le basi per valorizzare il patrimonio pubblico. L'intento è quello di attrarre significativi investimenti. Si punta inoltre a favorire la nascita e lo sviluppo di nuove attività economiche sul territorio. L'iniziativa rappresenta un passo importante per il rilancio economico della città.

La trasformazione dell'ex Bic è vista come un'opportunità strategica. Si vuole creare un ambiente stimolante per le startup. Sarà un luogo dove ricercatori e aziende potranno collaborare. L'attenzione sarà focalizzata sulle sfide della transizione energetica. La sostenibilità sarà un pilastro fondamentale del nuovo polo.

Valorizzare il patrimonio pubblico per lo sviluppo

L'accordo tra Invimit Sgr e Rse rientra in un quadro più ampio di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. L'obiettivo è trasformare strutture esistenti in motori di crescita economica. Questo approccio mira a creare un circolo virtuoso. Investimenti pubblici e privati confluiranno in progetti concreti.

Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit Sgr, ha sottolineato l'importanza di questo progetto. Ha evidenziato come la Regione Umbria stia attivamente lavorando alla ricognizione degli immobili disponibili. "Sul territorio ci sono fondi disponibili", ha affermato Scalera. Ha inoltre ricordato che "c'è tempo fino a dicembre per accedere al fondo Housing sociale".

La scadenza di dicembre è cruciale per poter beneficiare di queste risorse. Scalera ha avvertito che "senza l'allocazione delle risorse disponibili non sarà possibile attivare ulteriori fondi nazionali". L'impegno è quello di "consegnare progetti chiusi al massimo alla fine del 2030". Questo dimostra la volontà di procedere con determinazione.

Michela Sciurpa, membro del consiglio di amministrazione di Invimit, ha portato l'esempio di REgenera in Umbria. Ha citato un immobile a Perugia, inutilizzato da oltre vent'anni. Questo edificio è ora destinato a diventare uno studentato. Per Terni, Sciurpa ha ribadito che "la sfida è trasformare il patrimonio pubblico in una leva di sviluppo".

Focus su transizione energetica e sostenibilità

L'ex sede della Bic di Terni possiede tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento. Lo ha affermato Franco Cotana, amministratore delegato di Rse. "Ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento per startup, ricercatori e aziende", ha dichiarato Cotana.

L'attenzione sarà rivolta in modo particolare ai settori della transizione energetica e della sostenibilità. Questi temi sono centrali per il futuro dell'economia. Il nuovo polo di Terni si propone di essere all'avanguardia in questi ambiti. Si cercherà di attrarre talenti e imprese innovative.

La collaborazione tra Invimit Sgr e Rse mira a creare sinergie. Si vuole stimolare la ricerca applicata. Si intende supportare la nascita di nuove imprese ad alto potenziale. L'obiettivo è contribuire alla crescita economica e occupazionale della regione Umbria.

All'incontro hanno preso parte diverse figure di rilievo. Tra questi, l'assessore regionale Francesco De Rebotti. Presente anche l'assessore comunale Sergio Cardinali. Hanno partecipato rappresentanti dell'Università di Perugia. Erano presenti anche delegati di Sviluppumbria e delle associazioni imprenditoriali locali. La partecipazione di questi attori sottolinea l'importanza strategica del progetto.

La riqualificazione dell'ex Bic rappresenta un'opportunità concreta. Si tratta di un investimento sul futuro di Terni e dell'Umbria. La trasformazione di spazi dismessi in centri di eccellenza è un modello replicabile. Questo approccio può generare valore e innovazione.

Il progetto si inserisce in un contesto di rinnovamento urbano ed economico. La città di Terni guarda al futuro con rinnovato slancio. La collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale. Questo accordo dimostra la volontà di agire concretamente. L'obiettivo è creare un ambiente favorevole all'innovazione. Si punta a rafforzare il tessuto economico locale.

La transizione energetica è una delle sfide più importanti del nostro tempo. Creare un polo dedicato a questo settore a Terni è una mossa lungimirante. Potrebbe attrarre competenze e investimenti. Si posizionerebbe la città come un attore chiave in questo campo. La sostenibilità ambientale ed economica andrà di pari passo.

Il coinvolgimento delle università e delle associazioni imprenditoriali è cruciale. Garantisce che il polo risponda alle esigenze del mercato. Favorisce il trasferimento tecnologico. Promuove la collaborazione tra ricerca e impresa. Questo approccio integrato è la chiave del successo.

La data di presentazione, il 30 ottobre 2026, segna un momento importante. È l'avvio di un percorso che porterà a risultati concreti. La visione è chiara: trasformare l'ex Bic in un motore di sviluppo per Terni e per l'intera Umbria. Un esempio di come il patrimonio pubblico possa essere ripensato per il futuro.