Una donna di Terni è stata condannata a due anni e quattro mesi di reclusione per atti persecutori aggravati. Le vittime sono l'ex marito e i due figli minorenni.
Donna condannata per stalking a Terni
Il Tribunale di Terni ha emesso una sentenza di condanna. Una donna di 34 anni, residente nel Ternano, dovrà scontare due anni e quattro mesi di reclusione. La pena è stata inflitta dal giudice per le udienze preliminari, Chiara Mastracchio. La donna è stata giudicata con il rito abbreviato. Le accuse riguardano atti persecutori aggravati. I fatti contestati si sono verificati tra il 2023 e il 2024. Le vittime sono l'ex marito di 39 anni e i loro due figli minorenni.
L'accusa aveva inizialmente richiesto una pena inferiore. La richiesta era di un anno e sei mesi di reclusione. Il giudice ha ritenuto di stabilire una condanna più severa. Le contestazioni si concentrano su minacce gravi. Queste erano rivolte all'ex marito. Il motivo scatenante sembra essere la nuova relazione dell'uomo. Le minacce sono state definite molto dure e offensive. Sono state reiterate attraverso numerosi messaggi. Tali comportamenti hanno portato, nel 2024, all'emissione di un ammonimento da parte del questore di Terni.
Condotte pericolose e offese razziste
La situazione più critica, secondo quanto emerso dalle denunce, si è verificata alla fine di maggio 2024. La 34enne avrebbe inseguito l'auto del suo ex coniuge. A bordo c'erano la nuova compagna e i due figli. L'inseguimento è avvenuto lungo la superstrada E45. La donna avrebbe tentato di superare il veicolo. L'obiettivo era costringere l'ex marito a fermarsi. Questa manovra è stata considerata estremamente pericolosa. Ha messo a rischio l'incolumità di tutti i presenti. Particolarmente preoccupante è stata la situazione per i due bambini.
Le accuse includono anche offese di tono razzista. Queste hanno ulteriormente aggravato la gravità delle condotte. La donna ha agito con intenti persecutori. Ha creato un clima di paura e ansia per le vittime. Le azioni hanno superato il limite della normale conflittualità. Sono state considerate reati contro la persona. La sentenza ha riconosciuto la gravità dei fatti.
Risarcimento danni e possibili ricorsi
L'ex coniuge si è costituito parte civile nel processo. Ha agito sia per sé stesso che in qualità di genitore dei due figli. È stato assistito dall'avvocato Lorenzo De Luca del Foro di Terni. Sul piano del risarcimento danni, il giudice ha stabilito un importo. L'imputata dovrà versare 5 mila euro a testa. Le somme sono destinate all'ex marito e ai due figli. Questo riconoscimento mira a compensare il danno subito dalle vittime.
La sentenza di primo grado potrebbe non essere definitiva. È probabile, se non scontato, che la difesa presenti ricorso in appello. L'intenzione sarà quella di impugnare la decisione del tribunale. Si attendono ulteriori sviluppi processuali. La vicenda evidenzia la complessità delle dinamiche familiari e le conseguenze legali di comportamenti persecutori.
Domande frequenti sullo stalking
Cosa si intende per stalking?
Lo stalking, o atti persecutori, è un comportamento molesto e ripetuto che provoca nella vittima un perdurante e grave stato di ansia o di paura. Può anche indurre la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita. Le condotte tipiche includono pedinamenti, telefonate o messaggi insistenti, minacce e appostamenti.
Quali sono le pene per lo stalking in Italia?
La legge italiana prevede pene severe per il reato di stalking. La reclusione può variare da un minimo di un anno a un massimo di sei anni e sei mesi. Le pene aumentano se il fatto è commesso da un coniuge, anche separato o divorziato, o da persona legata da relazione affettiva, o se i fatti sono commessi ai danni di minori. Nel caso specifico di Terni, la pena è stata di due anni e quattro mesi.