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Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, si dichiara sicuro di non essere sfiduciato, affermando che i suoi oppositori non raggiungeranno i 17 voti necessari. Sottolinea il sostegno popolare e la solidità della sua maggioranza.

Bandecchi affronta la mozione di sfiducia

Il primo cittadino di Terni, Stefano Bandecchi, ha replicato con fermezza alle voci riguardanti una possibile mozione di sfiducia nei suoi confronti. Le dichiarazioni sono state rilasciate all'agenzia ANSA in data 29 ottobre 2026. Bandecchi ha espresso la sua convinzione che gli avversari politici non riusciranno a raccogliere il numero di voti necessario per rimuoverlo dall'incarico.

«Per sfiduciarmi servono 17 voti», ha affermato il sindaco, aggiungendo con sicurezza che «loro non ci arriveranno mai». Questa affermazione sottolinea la sua determinazione e la percezione di una solida base di supporto all'interno del consiglio comunale. Le parole di Bandecchi arrivano in seguito all'annuncio del centrosinistra di voler presentare una mozione di sfiducia.

Il sindaco ha minimizzato le discussioni in corso, definendole «tante chiacchiere». Ha inoltre espresso un parere positivo riguardo ai consiglieri comunali che potrebbero essere considerati «dissidenti». Secondo Bandecchi, alcuni di questi avrebbero in realtà l'intenzione di portare a termine la legislatura in modo corretto e costruttivo. Questo suggerisce una possibile divisione anche all'interno delle fila dell'opposizione.

Il sostegno dei cittadini e la maggioranza in consiglio

Stefano Bandecchi ha voluto sottolineare il forte legame che ritiene di avere con la cittadinanza di Terni. «Sono convinto che oggi almeno il 60% dei cittadini di Terni sta con me», ha dichiarato. Il sindaco basa questa valutazione sulle interazioni quotidiane, sia sui social network che negli incontri per strada. La percezione di un ampio consenso popolare è un elemento chiave nella sua strategia comunicativa.

Bandecchi ha anche ribadito la stabilità della sua maggioranza consiliare. Come prova di questa solidità, ha citato il recente voto favorevole sul bilancio consolidato del Comune. Questo passaggio è stato visto come un segnale importante della compattezza della sua coalizione. Il sindaco ha promesso attenzione ai futuri sviluppi politici, incluse le prossime votazioni, come quella sul bilancio di previsione prevista tra circa 20 giorni.

«La maggioranza non si è sfaldata», ha insistito Bandecchi, evidenziando come anche i voti su questioni finanziarie cruciali abbiano confermato questa stabilità. La sua analisi politica suggerisce che le manovre dell'opposizione potrebbero rivelarsi inefficaci di fronte a una maggioranza coesa e a un apparente sostegno popolare diffuso.

La pantomima della sfiducia e le divisioni dell'opposizione

Il sindaco di Terni ha criticato l'approccio dell'opposizione, definendo la mozione di sfiducia una «pantomima». Secondo Bandecchi, esistono modi più diretti ed efficaci per mettere in discussione la sua amministrazione, come ad esempio il mancato voto sul bilancio comunale. Questo suggerisce che, a suo parere, l'opposizione sta scegliendo una strada più teatrale che sostanziale.

Bandecchi ha evidenziato la differenza numerica tra la sua maggioranza e l'opposizione. «Siamo una maggioranza di 15 persone», ha affermato, contrapponendola a un'opposizione che, a suo dire, è «divisa in cinque-sei fazioni». Questa frammentazione, secondo il sindaco, riguarda anche il centrosinistra, che appare «spaccato» al suo interno. La sua analisi punta a evidenziare le debolezze strutturali degli avversari politici.

La strategia di Bandecchi sembra basarsi sulla dimostrazione della propria forza numerica e del sostegno popolare, contrapposti alla presunta debolezza e divisione delle forze di opposizione. La sua dichiarazione finale è un chiaro avvertimento: la mozione di sfiducia, così come concepita, è destinata a fallire per mancanza dei numeri necessari. Il dibattito politico a Terni si preannuncia quindi acceso, ma il sindaco appare fiducioso nel superare qualsiasi tentativo di destituzione.